Presentato Abel, il primo androide adolescente che comprende le emozioni

Presentato Abel, il primo androide adolescente che comprende le emozioni

Il 10 ottobre scorso, in occasione del dialogo tra etica e tecnologia presso il Centro Congressi le Benedettine di Pisa, all’interno di una edizione dell’Internet Festival, si è parlato anche del rapporto tra l’essere umano e la macchina. E, proprio durante la manifestazione, è stata presentata al pubblico “Abel”. Si tratta di una macchina, con caratteristiche molto simili a quelle degli esseri umani, più precisamente di un teenager, ma di cui non è specificato il genere. La particolarità consiste nel fatto che Abel funziona grazie alla tecnologia di vita artificiale, ma che è capace di provare empatia, “sentendo le emozioni degli esseri umani”. Questa particolare tecnologia è nata grazie alla collaborazione tra il Centro di Ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa e la Biomimics di Londra. Si tratta, infatti, degli stessi laboratori dove sono stati realizzati alcuni degli alieni protagonisti di Star Wars.

GianLuigi Ferrari, coordinatore del comitato scientifico IF2021, presentando Abel ha affermato: “L’androide bambino dalle fattezze umane è capace di reagire alle emozioni. Segue una linea di ricerca che vuole progettare dei robot o per meglio dire dei sistemi digitali, che riescano a interagire con gli esseri umani in un contesto ibrido, reale e digitale, per aiutarli in vari aspetti della vita quotidiana”. Abel, tuttavia, era stato preceduto da “Face, un robot <<espressivo>> utilizzato per interagire con i ragazzi autistici”. Proprio dalla progettazione di questo robot, ha spiegato Ferrari, è nata l’idea di realizzare “Abel, che può interagire, per esempio, con pazienti affetti da Alzheimer, per scandagliare reazioni e comportamenti, e capire quali possano essere le migliori risposte»”.
Il connubio tra la biorobotica e l’affective computing ha permesso l’interazione tra la macchina e l’essere umano. Interazione resa possibile grazie all’intelligenza artificiale, che “studia il modo di realizzare macchine che riescano a riconoscere e a esprimere emozioni”. Ancora GianLuigi Ferrari ha spiegato che “un esempio significativo dell’interazione tra l’uomo e gli esseri digitali o AF, Artificial Friend, è descritto molto bene dal punto di vista narrativo nel bel libro <<Klara e il sole>> del premio Nobel per la letteratura Kazuo Ishiguro, dove una macchina dalle sembianze umane, B2, accompagna un’adolescente nel percorso di vita”. Seppur abbia ammesso che “non siamo ancora a questo punto”, Ferrari ha evidenziato che “la ricerca va in quella direzione”.
Infatti, ben presto, le tecnologie di vita artificiale faranno sempre più parte della routine quotidiana, avendo la capacità di mettere in pratica “comportamenti intelligenti” e di vivere in piena autonomia nel contesto di riferimento. Il cuore di questa edizione dell’Internet Festival è stata la parola “phygital”. Infatti, prendendo spunto da questo neologismo, Ferrari ha spiegato: “Il mondo sarà ibrido, vedrà la collaborazione tra umani e strumenti digitali. Certo ci saranno anche robot che aiuteranno nelle attività pesanti, ma la linea di ricerca mette insieme l’informatica, la robotica e le neuroscienze che portano a cercare di comprendere come funzionano gli esseri umani. Andremo verso attività di ricerca multisettoriali”. E Ferrari ha anche rassicurato chi legge, affermando che “non deve spaventare se un domani i <<robot>> si muoveranno in mezzo a noi. Andiamo verso un mondo dove la digitalizzazione e gli strumenti digitali saranno pervasivi e non neutri e questo cambierà il nostro mondo di essere».
Ll’Intelligenza Artificiale si basa sul machine learning, conosciuto anche come apprendimento automatico, cje fa interiorizzare allo strumento”quali comportamenti adottare in determinate situazioni. Ma pregiudizi, ed etica entrano in giOco ed aprono questioni sempre attuali: “Bisogna allenare i sistemi di intelligenza artificiale su dati che non abbiano al loro interno dei pregiudizi, per questo vanno progettati eticamente. Il progetto dei sistemi digitali deve essere etico e governare la crescita e la trasformazione digitale con un modello che metta l’uomo al centro. I robot, se usati in un contesto etico, ci aiuteranno a vivere meglio, in società ecocompatibili dove al centro ci sono le persone”.