Sicurezza informatica: 5 tipi di bot dannosi che dovresti conoscere

Sicurezza informatica: 5 tipi di bot dannosi che dovresti conoscere

08/12/2022 0 By fogliotiziana

Su Internet, devi distinguere tra robot “buoni” e “cattivi”. I bot (o robot informatici) sono applicazioni software programmate per eseguire ed eseguire azioni automaticamente, senza intervento umano. Spesso questi bot sono essenziali per il corretto funzionamento del web. Ad esempio, Google utilizza i crawler per analizzare il contenuto delle pagine Web e offrire risultati pertinenti nei risultati di ricerca.

D’altra parte, ci sono anche i bot dannosi, utilizzati dai cyber aggressori per diffondere spam, rubare dati o far crollare un sito web. Ecco una panoramica dei diversi tipi di bot pericolosi esistenti.

5 tipi di bot Internet dannosi

1. Bot spam (bot spam)

Gli spambot vengono utilizzati dagli hacker per inviare contenuti di spam in blocco e quindi truffare gli utenti di Internet, tramite messaggi fuorvianti, pubblicità false o addirittura incoraggiando il download di virus. Gli spam bot sono in grado di inviare messaggi via email, SMS ma anche di postare commenti sui social network. Su un sito Web, gli spambot possono, ad esempio, inviare backlink irrilevanti e inviare spam all’area dei commenti o al forum.

2. Scraping dei contenuti (bot scraper)

Lo scraping dei contenuti è l’uso di bot dannosi per scaricare dati da un sito web. I robot possono quindi estrarre tutti i tipi di contenuto: testo, immagini, video, codice HTML e CSS… Gli obiettivi sono vari per gli hacker: contenuti duplicati per il riferimento (SEO Black Hat), creazione di una copia del sito per truffare gli utenti, eccetera

3. Attacchi DoS e DDoS

Gli attacchi Denial of Service (DoS) così come gli attacchi Distributed Denial of Service (DDoS) sono lanciati da una botnet (detta anche rete di robot informatici) con lo scopo di bloccare l’accesso al servizio in questione, al fine di renderlo indisponibile agli utenti. Questi attacchi possono causare perdite finanziarie significative per un’azienda, soprattutto quando si tratta di un sito di e-commerce.

4. Frode commerciale (o frode pubblicitaria)

I bot utilizzati nel contesto di frodi commerciali, ad esempio, fanno clic in modo massiccio su un annuncio per far pagare il proprietario di un sito (annunci CPC in particolare), rubano clic sugli annunci visualizzati sul proprio sito per guadagnare denaro, per visualizzare una pagina nei risultati di ricerca, oppure per compilare moduli in blocco, per infiltrarsi in un CRM.

5. Attacchi Denial of Stock

Questo tipo di attacco consiste, per i bot malevoli, nell’inserire nel proprio carrello uno o più articoli di un sito di e-commerce, senza completare la transazione. Pertanto, il prodotto viene visualizzato esaurito e gli utenti di Internet non possono acquistarlo. Questo tipo di attacco può ad esempio essere utilizzato da un concorrente malintenzionato, che vende un prodotto simile al tuo.

Come proteggersi dai bot dannosi?

Come abbiamo visto, esistono bot “buoni” e bot “cattivi”, responsabili di diversi tipi di attacchi. Sfortunatamente, non è sempre facile distinguere tra i due. Tuttavia, il punto è proprio questo: quando un proprietario di un sito cerca di bloccare il traffico di robot maligni, deve assolutamente fare attenzione a non bloccare i bot buoni, fondamentali per la referenziazione delle sue pagine web.

Sarà quindi necessario configurare un file robot.txt con regole diverse, identificare un elenco di robot autorizzati e una lista nera. Un lavoro noioso e meticoloso, che può richiedere competenze tecniche specifiche.

Fortunatamente esistono soluzioni di gestione dei bot, che offrono la possibilità di eliminare automaticamente il rischio di frode. Questi strumenti, infatti, permettono di combattere le diverse tipologie di robot maligni, distinguendo quelli buoni da quelli cattivi, e bloccando automaticamente tutti i tentativi di attacco. Spesso questo software ti consente anche di ottenere report per analizzare la qualità del tuo traffico e ottimizzare i tuoi processi.

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