Aggiungere attributo “Nofollow” su link interni ed esterni in WordPress

Aggiungere attributo “Nofollow” su link interni ed esterni in WordPress

08/03/2021 0 Di Redazione

Link interni e “Nofollow”: cosa sono, a cosa servono e perché dovremmo usarli? E poi come fare per aggiungerli a un sito WordPress possibilmente senza dover intervenire sul codice? Cerchiamo di fare un poco di chiarezza usando una terminologia semplice. 

Quando un motore di ricerca, esplorando le pagine nostro sito, si imbatte in un collegamento ipertestuale (il link) a una pagina esterna al dominio scansionato trasferisce a quest’ultimo una piccola parte della nostra credibilità. Per fare un paragone è come se voi, presentando un amico, diceste “fidati, lo conosco io”. L’attributo “nofollow” o, per essere precisi, l’attributo rel=“nofollow” indica al motore di ricerca di non trasferire la nostra credibilità al sito collegato (rel sta per relationship, relazione). Per tornare al paragone precedente è come se se diceste “è un mio conoscente” sottintendendo “non mi assumo responsabilità”. 

Ritornando all’aspetto web l’opinione di alcuni esperti SEO è che rendere “nofollow” i link esterni al nostro dominio consentirebbe un posizionamento migliore nei risultati della ricerca, ma dobbiamo anche dire che a inizio 2020 Google ha annunciato che il suo algoritmo di ricerca ora utilizza nofollow come suggerimento, anziché come direttiva per scopi di scansione e indicizzazione. 

Quando usare i link nofollow

Come regola generale dovremmo aggiungere, come visto, l’attributo nofollow a tutti i siti di cui non ci fidiamo ciecamente. È consigliato, invece, non aggiungere nofollow a collegamenti a siti autorevoli in quanto ci aiuterà ad aggiungere credibilità al nostro sito web. È consigliabile invece aggiungere sempre l’attributo nofollow ad alcune categorie di siti e, in particolare, ai link di affiliazione e a quelli sponsorizzati. Questo per evitare che il motore di ricerca considerino il nostro sito come venditore di link o generatore di spam, penalizzandoci nei risultati della ricerca. Aggiungiamo solo che, dal 2019, Google ha aggiunto alcuni attributi link rel fra cui “sponsored” che è preferibile usare al posto di nofollow in questo caso.

Bisogna, nel caso di WordPress, prestare particolare attenzione ai collegamenti esterni che inseriamo con i widget nella barra laterale sia che si tratti di siti autorevoli, di siti di cui ci fidiamo o di siti di affiliazione o collegamento. La barra laterale di WordPress viene generata ogni qualvolta viene caricata una qualsiasi pagina del nostro sito creando, di nuovo, tutti collegamenti. Utilizzando il nofollow evitiamo di generare confusione nel motore di ricerca.

Come fare per aggiungere l’attributo link rel=nofollow su WordPress?

Tutti sappiamo che il vantaggio principale di WordPress è che una volta configurato non dovremmo preoccuparci di scrivere una sola riga di codice. Questo vale anche per gli attributi link rel.  Per aggiungere nofollow a una pagina, a un post o in qualsiasi parte di WordPress abbiamo due strade, una manuale, usando l’editor di codice. Una volta inserito un link in un post

../../../../../../Users/riccardo/Desktop/Schermata%202021-03-0

potremo selezionare l’editor di codice e avremo la visualizzazione che segue:

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che potremo modificare in questo modo:

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Molto più semplice ricorrere a un plugin scegliendolo fra i tanti disponibili per il SEO nella pagina dei Plugin di WordPress oppure usarne uno specifico per i link nofollow come “Ultimate Nofollow” che include diversi strumenti per aumentare il controllo dell’attributo rel=“nofollow” sia sui post, sia sulle pagine ma anche sulle categorie.

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