Auto a guida autonoma, quando arriva in Italia?

Auto a guida autonoma, quando arriva in Italia?

04/07/2022 0 By Redazione

Se vogliamo entrare con cognizione di causa nel problema della guida autonoma in Italia dobbiamo guardare con un occhio alla tecnologia e con l’altro alla normativa. Già, perché se la guida autonoma di livello 3 è una realtà consolidata e ben collaudata dai grandi marchi automobilistici non sempre le norme dei vari paesi, anche se hanno aderito alla Convenzione di Vienna sulla circolazione e il traffico, si sono adeguate alle varie modifiche che la convenzione ha previsto proprio seguendo lo sviluppo dell’industria automotive.

Fra una decina di giorni, il 14 luglio, entreranno in vigore le ultime modifiche alla Convenzione di Vienna e, in particolare, l’articolo 34 bis dove leggiamo che “il requisito secondo cui ogni veicolo o combinazione di veicoli in movimento deve avere un conducente è considerato soddisfatto quando il veicolo utilizza un sistema di guida automatica” purché sia conforme “regolamentazioni tecniche nazionali e a qualsiasi strumento giuridico internazionale applicabile” e alla eventuale “legislazione nazionale che disciplina il funzionamento”.

In Italia, ancora oggi, è in vigore l’art. 46 del Codice della Strada che recita: “Ai fini delle norme del presente codice, si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall’uomo”. A meno di una repentina modifica di quest’articolo utilizzare la guida autonoma di livello 3 potrebbe creare seri problemi non solo con sanzioni al conducente ma con ripercussioni pesanti in caso di sinistro che una assicurazione potrebbe rifiutarsi di risarcire.

Cosa significa guida autonoma di livello 3

Ne abbiamo già parlato ma cerchiamo di approfondire. Il livello 3 o guida autonoma condizionale, può, in determinate condizioni, subentrare al conducente grazie ai sensori dedicati e all’uso dell’intelligenza artificiale. Questo non significa, però, che il conducente possa schiacciare un pisolino, leggere il quotidiano o lavorare al computer in quanto le specifiche tecniche prevedono che il guidatore deve essere sempre pronto a reagire e prendere il controllo del veicolo in caso di necessità o guasti.

Semplificando possiamo dire che il sistema di guida autonoma di livello 3 è utile in situazioni particolari, per esempio traffico congestionato in autostrada, in modo da evitare al conducente lo stress di dover lavorare continuamente con freno, frizione, cambio, acceleratore e sterzo in perfetta sicurezza e, soprattutto, senza stress.

Naturalmente un sistema di guida autonoma di livello 3 funziona solo in determinate aree controllate dal sistema GPS del navigatore e a velocità inferiori a 60 Km/h. in caso di problemi, guasti o mutamento delle condizioni ambientali, il sistema richiede al guidatore di riprendere il controllo e in caso non riceva risposte, in autonomia, si sposterà a margine della strada e si fermerà. Alcuni modelli prevedono, addirittura, di effettuare una chiamata di emergenza presupponendo un malore.

Cosa dovrà cambiare in Italia

Per evitare di incorrere in problemi e per mantenersi al passo con gli sviluppi della tecnologia automotive non sarà sufficiente, purtroppo, modificare il solo articolo 46 del Codice della Strada ma diventa impellente adeguare tutto il codice all’evoluzione della tecnologia automotive e stabilire su quali tratti strada (autostrada e strade di scorrimento veloce?) sarà possibile attivare, in casi particolari, la guida autonoma. Un passaggio già fatto in Germania e in corso di completamento in altri paesi UE e extra UE come Francia, Olanda, Canada e Giappone. Il rischio concreto per gli automobilisti è di acquistare un veicolo di lusso con gli ultimi ritrovati tecnologici e non poterle usare.

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