Nel 2030 il 60% delle auto sarà a guida assistita

Nel 2030 il 60% delle auto sarà a guida assistita

03/07/2022 0 By Redazione

Alla seconda edizione del VTM (Vehicle & Transportation Technology Innovation Meetings) di Torino Accenture ha presentato un report relativo al quello che sembra essere diventato il punto caldo del futuro dell’industria automobilistica: la guida autonoma che si prevede possa entrare di prepotenza nel mercato automotive raggiungendo, entro la fine di questo decennio, una quota di mercato del 60%. Inutile ricordare che i grandi marchi hanno già dimostrato di avere il know-how necessario presentando i test dei loro prototipi in circuiti chiusi al traffico e in percorsi pubblici selezionati.

Addirittura Tesla ha annunciato che entro la fine del prossimo anno i clienti proprietari di un Model S potranno, entro la fine del prossimo anno, lasciarsi guidare dalla propria auto. Ma oltre ai big dei veicoli a motore dobbiamo tenere d’occhio anche le aziende informatiche e i produttori di sensori e hardware che potrebbero entrare nella sfida prima del 2030. Google ha già testato la sua prima automobile senza conducente sulle strade pubbliche, Apple considera l’auto come il “dispositivo mobile definitivo”, Microsoft non è da meno comunicando i suoi progetti sull’uso dell’intelligenza artificiale e i big data per la guida assistita.

Facciamo il punto

Oggi è già possibile acquistare automobili con funzionalità di guida assistita a livello 2, in grado di aiutare il conducente, specie nei viaggi in autostrada, con il cruise control adattivo e il mantenimento della corsia il che significa, per il conducente, una maggiore sicurezza nella guida. Ma, grazie allo sviluppo di nuovo hardware e software, ragionevolmente possiamo pensare che molto presto vedremo in circolazione molti modelli di automobili a guida assistita di livello 3 che, in particolari condizioni, consentono di guidare con un limitato intervento del conducente. Presto, molto presto, lo stress della guida nel traffico resterà un ricordo. Invece di “litigare” con cambio, freno, acceleratore, frizione e sterzo, potremo lasciare al nostro assistente alla guida il compito di avanzare lentamente nell’ingorgo mattutino mentre noi potremo consultare, sul grande schermo del sistema di infotainment, le ultime notizie, potremo leggere i messaggi e programmare la nostra giornata. Siamo ancora lontani dal livello 4 quello che dovrebbe aprire le porte al successivo livello, quello delle auto senza volante e senza pedali, ma gli sforzi degli specialisti in intelligenza artificiale e hardware stanno lavorando per metterci in condizioni di avere, in cinque/sei anni, veicoli in grado di andare da A a B senza nessun intervento del conducente salvo casi eccezionali.

La sfida del 2030

Teodoro Lio, Consumer& Manufacturing Industries Lead di Accenture Italia, Europa Centrale e Grecia, nella presentazione al VTM del report, ha messo in luce le criticità di un sistema che “con la tecnologia e gli algoritmi di deep learning disponibili” non è tanto vicino come annunciano le industrie automobilistiche. La sfida, anche a livello di business, vede tre momenti chiave da tenere in considerazione. In primo luogo, le auto senza conducente attraggono nuovi concorrenti non automobilistici confondendo i confini del settore. Bisogna, poi tener conto di quelle che saranno le nuove tendenze del mercato poiché i clienti desiderano sempre più consumare servizi oltre il semplice passaggio da A a B. Infine aumentare la digitalizzazione corrisponde a un aumento dei costi piuttosto sensibile. Possiamo concludere dicendo che anche se la guida autonoma offre notevoli potenziali di mercato che possono essere affrontati da diversi modelli di business è il momento di iniziare a porsi le domande giuste per affrontare con successo la sfida della guida autonoma nel prossimo decennio..