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BizPlace, la casa delle startup. Intervista al CEO Federico Palmieri

BizPlace, la casa delle startup. Intervista al CEO Federico Palmieri

Intervista a Federico Palmieri, CEO di BizPlace, boutique di consulenza finanziaria per startup e PMI innovative. 

BizPlace, lo evoca il nome stesso, è “il luogo del Business”, la casa dove le idee innovative si trasformano in progetti, i progetti in aziende di successo. Attiva dal 2017, la compagnia ha come missione quella di aiutare gli innovatori italiani a valorizzare e a rendere profittevoli i progetti imprenditoriali attraverso un team di professionisti specializzati nel mondo della finanza e della strategia aziendale. 

BizPlace supporta gli imprenditori offrendo servizi di alto profilo in ogni fase della costituzione di una nuova azienda o nel processo di crescita di una già costituita: 

  • analisi della fattibilità del progetto in termini di sostenibilità economica e del modello di business
  • supporto nella raccolta dei capitali necessari 
  • gestione avanzata degli Investitori 
  • gestione di operazioni di acquisizione e fusione
  • gestione del processo di eventuale quotazione in borsa

I numeri di BizPlace

Il team di BizPlace

Executive Team

Deal Flow & Investment Team

Sales & Marketing Team

Analyst Team

Ciao Federico, innanzitutto grazie per il tempo che ci stai dedicando. Per iniziare facciamo la più classica delle domande: come nasce BizPlace? 

Grazie a voi. BizPlace nasce a fine 2016 a Roma da una mancanza, un buco di mercato che c’era al tempo (e che oggi in parte ancora c’è) di una figura di riferimento che desse supporto a startup innovative nelle operazioni a carattere finanziario che le vedono coinvolte come: fundraising di capitali di rischio e debito, supporto per la strutturazione di campagne di equity crowdfunding o di M&A. Abbiamo pensato che se le grandi aziende devono affrontare un processo di questo tipo si possono avvalere del supporto di JP Morgan o Goldman Sachs, le medie aziende di Mediobanca o Lazard, ma se una piccola startup deve affrontare un tipo di operazione molto complessa sotto un profilo finanziario da chi vanno? Perciò io e un mio ex compagno di scuola Andrea Bonabello abbiamo deciso di dar vita a questa idea: BizPlace. L’obiettivo era semplice: aiutare chiunque avesse sotto le mani un progetto dirompente in termini tecnologici a scalare attraverso la raccolta di capitali. Ad oggi ci siamo espansi ed offriamo anche altri servizi alle startup, ma al tempo partimmo così.

A tuo avviso, qual è il panorama delle startup italiane oggi, soprattutto nel mondo del digital?

C’è sicuramente stata una grande evoluzione. Io prima di BizPlace ero già nel mondo startup con un’altra avventura che si chiamava Mr. Guide dal 2014 e in sette anni ho visto veramente sbocciare un settore. Se è vero che non abbiamo mantenuto il passo con ciò che accade in altri Paesi c’è da dire che abbiamo comunque fatto moltissimo in tal senso. Se nel 2014 la startup dirompente era quella che offriva un’applicazione per prenotare da bere in pub, oggi la startup digitale dirompente è quella che opera nel mondo B2B e fornisce ad altre aziende o organizzazioni soluzioni per una transizione digitale importante.

Quali requisiti deve avere una startup che si propone di lavorare nel digital? 

Sicuramente essendo un settore che ha avuto una grande crescita ha visto aumentare moltissimo la concorrenza e questo ha portato molte startup digitali a fallire o a non decollare mai. La soluzione ad oggi è quella di specializzarsi moltissimo in un micro settore o in una nicchia specifica, diventare i più bravi nel fare una singola cosa per poi prepararsi ad espandere il business orizzontalmente. Verticale e poi orizzontale, lo diceva M. Porter già decine di anni fa, questo è l’arma vincente ad oggi.

Una delle difficoltà più grandi che incontrano “gli aspiranti” startupper è proprio quella di creare un progetto finanziario. Ti chiediamo quindi: come si costruisce un progetto finanziario nel 2021?

Torno sempre al 2014 quando sono partito in questo mondo e dicendo che anni fa non c’è tutta la finanza strutturata che oggi abbiamo. Gli investimenti sono aumentati moltissimo ma anche la tipologia di strumenti di capitale di rischio sono notevolmente più ampi. Costruire un progetto finanziario nel 2021 significa trasmettere il valore intrinseco del progetto come tecnologia dirompente e come mercato in crescita tenendo a mente che nel 2021 ci sono più capitali che progetti e di non cedere la vostra equity al primo investitore interessato – è importante aspettare e valutare tutte le opportunità. 

Sono moltissimi i progetti che avete supportato in questi anni, ce n’è uno a cui siete particolarmente affezionati?

Sicuramente ce ne sono stati e ce ne sono tanti. Se devo menzionarne uno (non me ne vogliano tutti gli altri) è una conceria innovativa sita nella provincia di Avellino (Solofra). Il team è partito da un’azienda a stampo tradizionale e sono riusciti a creare una formula per lavorare la pelle in maniera metal free, riducendo notevolmente l’impatto ambientale. La conceria si chiama Be Green Tannery e stanno ottenendo grandi risultati nel rispetto dell’ambiente e con dei razionali di mercato che chiedono sempre più questa attenzione verso la sostenibilità. Loro sono sicuramente una delle aziende con cui vorrei sempre lavorare.

Ultima domanda, che consiglio daresti a chi vuole iniziare un progetto imprenditoriale? 

Non darò una risposta banale del tipo “buttati”, “provaci comunque”, o altre cose simili ma il mio consiglio è chiaro: fare impresa è estremamente difficile, richiede delle competenze importanti, una tenacia invidiabile e una grande dedizione. Ma è bello, molto bello e appagante. 

Credits

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