È partita la corsa al metaverso, dopo Facebook anche Nike e Microsoft

È partita la corsa al metaverso, dopo Facebook anche Nike e Microsoft

Microsoft e Nike si interessano al metaverso e si pongono sulla scia di Facebook. Così, il metaverso non rappresenta unicamente un’utopia legata al mondo della fantascienza, ma diventa sempre più realtà condivisa e opportunità di investimento per i più grandi brand, prevedendo come seguirà un trend di crescita sempre più elevato negli anni a venire. E anche la Cina fa capolino nel mondo del metaverso. A tal proposito, “Bloomberg Intelligence” prevede che il settore potrebbe toccare un valore di mercato pari a 800 miliardi di dollari entro il 2024.

Il primo social a fare un passo in avanti nel settore è stato Facebook. Infatti, lo scorso 28 ottobre, il fondatore della piattaforma, Mark Zuckerberg, ha diffuso la notizia, informando tutti gli utenti dell’operazione di “rebranding” che stava interessando il social di Menlo Park. Facebook avrebbe cambiato il nome ed il logo, assumendo la denominazione di “Meta”, mutuando la denominazione dalla società proprietaria. Lo scopo principale è quello di aiutare gli utenti nel percepire Facebook alla stregua di una società del Metaverso. E non più solo come un social network, che include differenti applicazioni. Zuckerberg sostiene che, grazie all’introduzione di questa nuova definizione, supportata dalla tecnologia della realtà virtuale, sarà possibile “teletrasportarci al lavoro, a un concerto o a una riunione di famiglia in forma di ologramma”, con un notevole risparmio di tempo, spostamenti, traffico e impattando positivamente sull’ambiente. Secondo il fondatore, la nuova tecnologia alla base della piattaforma sviluppata a Menlo Park raggiungerà almeno un miliardo di persone nei prossimi dieci anni. Il New York Times, dal canto suo, ha affermato che Meta sta progettando anche l’apertura di punti vendita fisici, all’interno dei quali, gli utenti potranno “fare esperienza con i dispositivi sviluppati dalla sua divisione Reality Labs”.

Microsoft ha deciso di non restare a  guardare e, sempre nel corso di un evento dedicate alle aziende, ha comunicato che sta pianificando un’attività all’interno del comparto, al fine di offrire agli utenti un’esperienza concreta in “spazi personalizzati e immersivi per incontrarsi nel lavoro”. L’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ha affermato: “Il metaverso è qui e non sta solo trasformando il modo in cui vediamo il mondo, ma anche il modo in cui vi partecipiamo, dalla fabbrica alla sala riunioni”. E, attualmente, sempre più società si stanno interessando al progetto. Tra i brand che si stanno avvicinando alla realtà meta ci sono anche Nvidia, azienda statunitense produttrice dei semiconduttori e la piattaforma di giochi Roblox. Il loro esempio è stato raccolto anche dalla Cina, che si sta facendo avanti con i suoi marchi di spicco, quali ByteDance, Alibaba e Tencent. Proprio Tencent ha già registrato quasi cento brand legati al metaverso e sta lavorando alla preparazione di una squadra di respiro internazionale. Un altro importate marchio che ha deciso di intraprendere la sua avventura nel metaverso è Nike che “ha già registrato alcuni dei suoi brand per l’uso in contesti virtuali, il che fa pensare che si stia preparando a una presenza massiccia in questo particolare ambito”. Inoltre, in questo comparto potrebbe modificarsi anche la modalità di pagamento, attraverso l’introduzione delle criptomonete.

L’avvento del metaverso potrebbe avere un impatto positivo anche nella vita quotidiana degli utenti, poiché potrebbe trasformarsi in un mercato multimiliardario, in grado di creare numerosi e nuovi posti di lavoro. Già Facebook ha annunciato che la sua avventura nel metaverso potrebbe fruttare almeno 10000 posti di lavoro nel prossimo quinquennio nel contesto dell’Unione Europea. Gli entusiasmi degli specialisti del settore, però, si scontrano con i dubbi dell’ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt. Che, nel corso di un’intervista al New York Times, si domanda: “Chi deciderà le regole? Il mondo diventerà più digitale che fisico. E questa non è necessariamente la cosa migliore per la società umana”.