Facebook ci ripensa e rende private le chat dei dipendenti

Facebook ci ripensa e rende private le chat dei dipendenti

Facebook ha deciso di rendere private alcune conversazioni tra i suoi dipendenti, dopo il caso di Frances Haugen. Secondo quanto riferito dal New York Times, la piattaforma di Mark Zuckerberg ha agito all’interno di Workplace, “lo strumento software collaborativo online sviluppato da Facebook, Inc.”, che permette di rendere più agevole “il lavoro di gruppo online, la messaggistica istantanea, le videoconferenze e la condivisione di notizie”. Attraverso Workplace, i dipendenti di Menlo Park e quelli di altre aziende statunitensi, sottoscrivendo un abbonamento, possono aprire un account, con cui organizzare il lavoro e tutte le attività collegate. Inoltre, fruendo di chat singole o di gruppo, gli utenti possono interagire tra loro, scrivere sulla bacheca virtuale e simulare le attività di squadra.

All’interno di Workplace, alcuni gruppi Facebook si concentravano sulla sicurezza della piattaforma, alcuni sui temi più attuali e discussi, quali le elezioni negli Stati Uniti. Non si ha certezza se l’idea di Facebook di rendere privati questi gruppi, permetterà ancora a questi di continuare ad essere attivi grazie alle comunicazioni ufficiali della piattaforma di Mark Zuckerberg. Forse, questa logica potrebbe valere solo per alcuni ruoli. Ma l’obiettivo di questa azione da parte di Facebook, che ha reso private le chat dei dipendenti, è stato quello di alzare una cortina impenetrabile ed evitare una fuga di notizie. Ma un portavoce di Facebook ha affermato come questa iniziativa fosse in cantiere da molto tempo e ha dichiarato: “Le fughe di notizie diminuiscono l’efficacia, l’efficienza e il morale dei team che lavorano ogni giorno per affrontare le sfide derivanti dalla gestione di una piattaforma per miliardi di persone. Possono anche mettere a rischio i dipendenti che lavorano su temi sensibili e portare a travisare o a fraintendere argomenti complessi”.

L’azione di Facebook, però, sembra una conseguenza delle polemiche scatenate dal caso di Frances Haugen. 37 anni, la Haugen è un ingegnere informatico che, dopo la formazione presso Harvard, per quasi due anni è stata Product Manager nella squadra di lavoro di Facebook, per combattere la cattiva informazione e la diffusione delle fake news. Frances Haugen si è licenziata lo scorso maggio. Ad oggi, infatti, è considerata “una traditrice” per  la società di Zuckerberg. L’ex ingegnere di Menlo Park, infatti, con lo pseudonimo di “Sean”, ha comunicato al Wall Street Journal tutte le informazioni più importanti, in relazione all’inchiesta “Facebook Files”, che si concentrava “sull’incoraggiamento dell’hate speech e su come l’algoritmo di Instagram si approfitti di adolescenti e bambini”. Da qualche settimana, invece, la Haugen ha deciso di uscire allo scoperto; infatti, si è dichiarata certa di come “l’algoritmo di Facebook sia pericoloso per la nostra società”. Tuttavia, in azienda nessuno si è occupato della questione e, proprio per questo motivo, l’ex ingegnere di Facebook ha deciso di cercare un supporto all’esterno. Così, Frances Haugen sta continuando a testimoniare di fronte ai diversi organi giudiziari statunitensi. Infatti, dopo l’udienza al Senato Usa, l’ex ingegnere di Facebook parlerà il 25 ottobre davanti una commissione del parlamento britannico e l’8 novembre presso l’Unione Europea.