Allarme del New York Times sul proliferare delle app che stalkerizzano le vittime

Allarme del New York Times sul proliferare delle app che stalkerizzano le vittime

Il New York Times lancia l’allarme: stanno aumentando le applicazioni in grado di stalkerare le vittime, perché “infettate” con lo stalkerware”. Lo stalkarware è un “Potentialially Unwanted Program” (PUP), un programma altamente pericoloso che permette, a chi ne fa uso, di avere libero accesso alle informazioni private e ai dati sensibili presenti nel dispositivo mobile di una persona, senza che questa ne sia a conoscenza. Inoltre, lo stalkerware rappresenta una nuova minaccia, che è causa dei maltrattamenti e della violenza domestica. La maggior parte degli utenti non sa cosa sia lo stalkerware e come funzioni, ma la sua diffusione è stata notevole, soprattutto nell’ultimo anno.

Lo stalkerware si comporta come un “software spia” e può accedere a foto, video, messaggi sms, messaggi di posta elettronica, al rilevamento della posizione, alla webcam, alle App dei social (soprattutto Facebook, WhatsApp ed Instagram), avendo anche la capacità di intercettare e registrare le chiamate, violando la privacy dell’utente. Per contrastare e mettere fine al problema, sarà necessario installare un antivirus che rilevi lo stalkerware e lo elimini direttamente.  Al momento, sembra che la diffusione del software spia sia limitata sugli smartphone, tablet o altri dispositivi mobili. Però, sullo smartphone, attualmente, c’è racchiusa buona parte della vita quotidiana di ogni persona: appuntamenti, lavoro, contatti in rubrica, foto, video e molto altro.

Pertanto, per scongiurare l’attacco dannoso di uno stalkerware,  sarà necessario proteggere contenuti, foto, documenti e cartelle con PIN e password. E le password dovranno essere robuste, costituite dall’abbinamento di numeri, lettere e caratteri speciali, non facilmente intuibili. Anche i codici PIN devono essere ben strutturati, magari resi più sicuri attraverso il procedimento dell’autenticazione a due fattori. Questa procedura richiede non solo la scelta e l’inserimento del codice PIN, ma anche una “verifica di identificazione personale”. Infatti, l’utente riceverà un messaggio o una mail di conferma, recante un codice da inserire per completare i passaggi di inserimento del PIN stesso. Inoltre, sarà necessario che l’utente controlli periodicamente che non si sia verificata un’installazione automatica di App che potrebbero contenere uno stalkerware.

Insieme a questi accorgimenti tecnici, la Coalition Against Stalkerware ed altre aziende che si occupano di sicurezza informatica hanno proposto altri suggerimenti per evitare l’attacco da parte dei software spia: monitorare l’andamento della batteria, perché se si scarica troppo velocemente potrebbe esservi la presenza di un’app stalker che è sempre attiva; scansionare il device, ricorrendo ad alcune app specializzate, come MalwareBytes, Certo, NortonLifeLock e Lookout; effettuare un controllo periodico dei profili online, per verificare quali applicazioni abbiano l’accesso all’account.

Nonostante la prudenza e le strategie, non esiste una metodologia sicura per combattere lo stalkerware. Ma di certo, il consiglio più importante rimane quello di chiedere aiuto. Dal canto suo, Google ha eliminato le app e ha aggiornato i suoi standard, vietando agli sviluppatori di diffondere e proporre stalkerware.