Già 4 aziende nel mondo vogliono chiedere i danni a Facebook per il plagio del logo Meta

Già 4 aziende nel mondo vogliono chiedere i danni a Facebook per il plagio del logo Meta

Da pochi giorni, Facebook ha effettuato un’operazione di “rebranding”, modificando il logo ed il nome, mutuato in “Meta”. Tuttavia, si tratta di un marchio molto simile a quello che identifica alcune app ed aziende già esistenti. E sono già partite le prime polemiche e i primi rumor. A tal proposito, la prima segnalazione è giunta da “M-sense Migräne”, un portale che supporta gli utenti che soffrono di emicrania. Il sito rappresenta una sorta di promemoria, grazie al quale gli user possono prendere nota degli attacchi di mal di testa, dell’assunzione e degli effetti dei farmaci, appuntando anche quelle che potrebbero essere le cause principali che scatenano il problema. Questa piattaforma è stata sviluppata con il supporto del sistema sanitario nazionale e, per questo motivo, i “pazienti” godono del rimborso totale di tutte le spese effettuate e relative all’app. Inoltre, i dati raccolti, possono essere trasmessi anche al medico curante; allo stesso tempo, l’utente può contare su esercizi e tecniche di rilassamento che prevengono gli attacchi di emicrania.

M – sense è salita agli onori delle cronache per un tweet, ironico ma non troppo, in cui ha deciso di taggare Facebook. E in cui c’è scritto: “Siamo davvero onorati che Facebook si sia ispirato al logo della nostra applicazione per l’emicrania, magari prenderanno ispirazione anche dalle nostre policy per la privacy“. M – sense non l’ha mandata a dire, colpendo Facebook non solo per aver emulato il logo, ma anche su un punto debole per la piattaforma di Mark Zuckerberg, la privacy. Molti utenti, però, hanno mostrato il loro supporto a favore di Meta/Facebook, evidenziando come l’azienda tedesca non sia l’unica realtà ad essere identificata da quel logo. Pertanto, un utente su Twitter ha cinguettato: “La figura di Lissajous ha almeno 100 anni; nessuno vi ha rubato il logo, mi dispiace”. Così, M-sense ha controbattuto, affermando che nessuno dall’azienda ha dichiarato che Facebook ha rubato il logo. Semplicemente, gli sviluppatori dell’app contro l’emicrania si sono detti “onorati di averli ispirati”.

Anche il Jiho, co – fondatore di “Axie Infinity”, un gioco basato sui token non fungibili (NFT), è sceso in campo a favore di M – sense, pubblicando un tweet di aspra critica nei confronti di Facebook, affermando che gli sviluppatori della piattaforma di Menlo Park “stanno pure usando il nostro logo“. In realtà, i due loghi mostrano somiglianza solo in base al colore e alla forma, ma è importante sapere che Axie Infinity è l’app che ha ispirato il concetto di metaverso, ora nel mirino di Zuckerberg. Gli utenti, però, mostrano fedeltà alla piattaforma di Menlo Park, evidenziando che molte aziende usano loghi simili. E ancora qualche utente ha twittato: “Quante aziende usano questo design?”. Nonostante il sostegno dei molti utenti e il contemporaneo attacco dalle diverse aziende che hanno accusato Facebook di plagio, da Meta non sono arrivati commenti a riguardo.