Google in NASDAQ con Alphabet

Google in NASDAQ con Alphabet

15/11/2019 0 Di Redazione

Nel 2015, Google ha deciso di mettere in atto un’importante ristrutturazione aziendale, dando vita ad una nuova società che racchiudesse tutti i suoi siti e servizi, Alphabet. L’azienda, con sede in California, è guidata da Larry Page e Sergey Brin, i due fondatori del motore di ricerca Google. Oltre al motore di ricerca Google e alla piattaforma di caricamento video Youtube, all’interno di Alphabet rientrano progetti come quello di Calico, una società di ricerca e sviluppo biotecnologico mirata al prolungamento della vita umana, o Sidewalk Lab, progetto che mira a ridisegnare il volto delle città. E ancora, troviamo le società di investimento Google Ventures e Google Capital e X, precedentemente Google X, che gestisce laboratori dedicati a progetti futuristici. 

La trasformazione è andata nella direzione di una maggiore trasparenza delle attività inerenti a Google ed ha inoltre permesso di garantire maggiore autonomia alle società del gruppo che non si occupano di servizi internet. A seguito della ristrutturazione aziendale, le azioni di Google Inc. sono state convertite in azioni di Alphabet. Google è sbarcato a Wall Street ben prima di Alphabet, nell’agosto del 2004, ma il titolo Alphabet ha successivamente sostituito Google in NASDAQ, precisamente nel 2015. Tuttavia, i ticker, ovvero la serie alfanumerica con cui si indica un’azione negoziata su un mercato, siano rimasti invariati (“GOOG” per le azioni di Classe C e “GOOGL” per quelle di Classe A).

La società “ombrello” di Google fa parte di NASDAQ-100 (NDX) l’indice di borsa delle maggiori 100 imprese internazionali non-finanziarie quotate nel mercato borsistico NASDAQ. La lista include anche Apple, Amazon, Microsoft, Facebook e Yahoo. Per quanto riguarda l’andamento in borsa, nel terzo trimestre del 2019 la controllante di Google ha registrato un calo degli utili corrispondente a 7,1 miliardi di dollari, ma un aumento dei ricavi pari a 40,5 miliardi di dollari. Gli esperti segnalano come ad incidere sui risultati trimestrali siano state le spese in crescita più del previsto, tra cui una serie di perdite non specificate dall’azienda e i 554 milioni di dollari di dollari di multe arrivati a settembre dalla Francia per le tasse non pagate.

Come nel caso di altre grandi aziende tecnologiche come Apple e Facebook, fra le prossime sfide da affrontare per Alphabet vi è l’apertura di una revisione antitrust da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, la quale mira a stabilire se le pratiche dei vari colossi danneggino effettivamente la concorrenza.  A seconda del suo esito, l’indagine potrebbe influire sull’andamento di Alphabet in borsa.