In America hanno sviluppato un’intelligenza artificiale per combattere il razzismo

In America hanno sviluppato un’intelligenza artificiale per combattere il razzismo

22/02/2022 0 By ceciliascalzo

Parte dagli Stati Uniti la campagna per evitare i sistemi di riconoscimento facciale da parte della polizia di New York secondo quale il motivo sarebbe l’amplificazione del razzismo. Questa denuncia viene chiamata “Ban The Scan” ed è lanciata da Amnesty International che mira a vietare l’uso dei sistemi di tecnologia facciale. Amnesty International, in un articolo a favore dei diritti umani, ha affermato che questa tecnologia è una forma di sorveglianza globale che porta soltanto a un aumento del razzismo da parte della polizia, violando inoltre il diritto alla riservatezza.  La campagna è partita da New York, ma presto diventerà mondiale. Tale tecnologia, oltre ad aumentare il razzismo, metterebbe inoltre in pericolo i diritti umani alle libertà di protesta pacifica e di espressione. Tra tutti, inoltre, chi sarebbe più a rischio, sarebbero proprio le persone di colore che sono già sottoposte a molteplici discriminazioni e soprattutto vedono violare molto spesso i loro diritti da parte della polizia.  È proprio per questi motivi che sempre Amnesty International ha deciso di lanciare un nuovo sito web che consente agli utenti di scoprire quanto sono esposti a sorveglianze durante un loro percorso a New York.

Che cos’è il riconoscimento facciale? Abbiamo visto quali possono essere i rischi di un utilizzo invasivo di questa tecnologia con intelligenza artificiale. Andiamo però a vedere bene cos’è e come funziona. Il riconoscimento facciale è una tecnica biometrica in grado di identificare in modo univoco una persona studiando e analizzando modelli basati sui suoi contorni facciali. Come spiegato precedentemente, la tecnica del riconoscimento facciale oggi è sempre più utilizzata, soprattutto per scopi di sicurezza, per esempio al servizio delle forze dell’ordine, ma in realtà anche in altri ambiti della nostra vita quotidiana, principalmente per scopi commerciali.

Come funziona il riconoscimento facciale? In verità ci sono tre differenti applicazioni di questa tecnica. La prima è il riconoscimento “facciale di base”. Possiamo ritrovarci in questa tecnica pensando ad esempio ai filtri Instagram o Snapchat, i quali attraverso la fotocamera del cellulare, sono in grado di cercare le caratteristiche che definiscono un volto. Bisogna però dire che in questi casi stiamo parlando di un software che ricerca volti e non di vero e proprio riconoscimento facciale. La seconda applicazione è lo sblocco del dispositivo con il volto. Quando si sblocca un dispositivo con il proprio volto, il device scatta una foto e misura la distanza tra i tratti del viso di quella specifica persona. Poi ogni volta che questa persona va a sbloccare il telefono con la propria immagina, il telefono confronta tali distanze, confermando l’identità. In fine troviamo l’identificazione di uno sconosciuto. Quando si identifica una persona per scopi di sicurezza, commerciali o altro, vengono utilizzati gli algoritmi che cercano in un ampio database di altri volti e li confrontano.