L’e – commerce cinese vale 3 volte quello americano

L’e – commerce cinese vale 3 volte quello americano

“Il mercato dell’e-commerce in Cina vale 1.900 miliardi di dollari. Una cifra enorme, pari a tre volte il valore del settore negli Stati Uniti. Ed è un numero destinato a crescere”, ha annunciato Rodrigo Cipriani Foresio, General Manager per il Sud Europa di Alibaba in un’intervista a Sky TG24 Business. E ha aggiunto: “La classe media di oggi, in Cina, conta 500 milioni di persone, ma le stime dicono che nei prossimi due-tre anni si arriverà a 700 milioni. E la classe media si avvicina all’e-commerce”. Il Festival dello shopping ha conseguito vendite record, incassando una somma pari a 84,5 miliardi di dollari, seppur con una crescita di un +8,5%. Si tratta del tasso di crescita più basso fatto registrare dall’esordio del Festival, nel 2009. L’aumento ridotto è stato sicuramente causato dalla carenza delle materie prime, dalla crisi dell’energia e dalle difficoltà nel portare a termine l’approvvigionamento mondiale.

Alibaba, allora, ha cercato di contrastare le criticità, aprendo un punto di smistamento in Belgio, presso la città di Liegi. Grazie all’apertura di questo nuovo hub,il colosso dell’e – commerce cinese ha aperto la sua personale sfida contro Amazon. Tuttavia, Foresio, ha sottolineato che “il business di Alibaba è focalizzato principalmente sulla crescente domanda interna dei propri consumatori”, perché ha aggiunto “siamo più una società di import che una rivolta all’export. Siamo fiduciosi che il governo cinese continui a supportare l’importazione di merci da tutto il mondo”.

Ma la relazione tra Pechino e la compagnia di e – commerce sta attraversando una fase di crisi. Infatti, esattamente un anno fa, nel novembre 2020, il governo cinese non ha concesso la quotazione presso la Borsa di Shangai e Hong Kong ad Ant Group, il settore di Alibaba, dedicato principalmente ai pagamenti digitali. Poco tempo dopo, il colosso dell’e – commerce si è visto recapitare una multa di 2,8 miliardi di dollari con l’accusa di “abuso di posizione dominante”. Alibaba, infatti, è stato accusato di di “aver invitato i commercianti a sfruttare solo la sua piattaforma per le vendite online, limitando la concorrenza“. Tempo dopo, invece, alcune indiscrezioni hanno riferito come la Cina sia intenzionata a mettere fine alla partnership tra “Alipay, l’app  che offre prestiti e che vanta più di un miliardo di utenti, e la casa madre Alibaba”.  Il titolo in Borsa ha reagito dimezzando il suo valore iniziale nel corso di un anno. Ma Foresio ha respinto ogni accusa e, sempre nel corso dell’intervista a Sky TG24 Business ha affermato con decisione che Alibaba ha sempre fatto della competizione uno strumento “importante e stimolante”, concludendo come ci sia sempre massimo rispetto per “le decisioni del governo di Pechino”.