Tencent e Huawei spingono la crescita della Silincon Valley cinese

Tencent e Huawei spingono la crescita della Silincon Valley cinese

Il centro tecnologico di Shenzhen, conosciuto anche come la Silicon Valley della Cina, ha stilato un progetto, finalizzato alla promozione di aziende “unicorno”, perché queste possano godere di un maggiore riconoscimento pubblico ed incrementare il loro volume di affari. E, allo stesso tempo, Shenzen desidera competere con Pechino, Shanghai e Hangzhou, per gareggiare in qualità di centro principale per lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche. E i piani per Shenzhen sono stati svelati ed illustrati dalla Commissione per lo Sviluppo in Cina. La città, infatti, intende realizzare un complesso di start-up tecnologiche private, in grado di generare un valore pari ad almeno 1 miliardo di dollari, in diversi comparti, quali: la biotecnologia, i semiconduttori, la tecnologia quantistica ed altri settori emergenti di importante valore strategico.

Dal canto suo il governo di Shenzhen sosterrà il progetto, assicurando i giusti finanziamenti alle start up ammissibili, incoraggiando anche i fondi pubblici nell’investimento diretto a favore di società emergenti o nel partecipare alla “fase di incubazione” delle stesse. Inoltre, il centro cinese si sta impegnando a sostegno delle start up anche per incrementare le proprie azioni o supportare i soggetti che sono già quotati all’estero e cercano un riconoscimento anche in patria. Ma l’obiettivo è anche quello di attrarre altri soggetti che sono situati oltreoceano, perché prendano l’iniziativa ed aprano una filiale anche a Shenzhen. I funzionari del centro tecnologico cinese lavoreranno al fianco di “think tank” e “venture capitalist di terze parti”, con l’obiettivo di realizzare “standard”, finalizzati all’individuazione di start up promettenti, a cui poi affidare un “pacchetto di risorse di servizio”, messo a disposizione dal governo, dagli investitori e da altre parti, secondo quanto previsto dal Piano.

Dal canto loro, le autorità incoraggiano la partecipazione, con la proposta valida fino al 21 novembre. Il progetto, ancora in bozza, è incluso in un’iniziativa più grande, per cui Shenzhen si sta impegnando, al fine di supportare le aziende private nelle diverse fasi crescita, perché l’economia della città conosca un’accelerazione e un graduale progresso. Tuttavia, il piano prevede di assicurare un supporto anche alle imprese hi-tech dei diversi settori, con una corsia preferenziale dedicata alle piccole e medie imprese (PMI), soprattutto per i comparti della ricerca e sviluppo. “La città vuole identificare un gruppo di PMI che si rivolgono ai cosiddetti mercati verticali in aree quali componenti e materiali di base fondamentali, fornendo loro risorse in termini di talento e branding”, fanno sapere dal governo di Shenzhen.

E Shenzhen, un tempo semplice villaggio di pescatori, attualmente è diventata la sede di quasi 14000 aziende hi – tech, dove trovano sede brand affermati nel campo delle telecomunicazioni del calibro di “Huawei Technologies Co”, “ZTE” e “Tencent Holdings”, azienda leader nel comparto dei video giochi e dell’app WeChat.  Nel 2019 fu proprio il presidente Xi Jinping ad eleggere Shenzhen quale città modello, per concretizzare le riforme più innovative per il mercato della Cina. Dal canto suo, la Silicon Valley cinese ha investito più di 109 miliardi di dollari per la ricerca e lo sviluppo hi-tech da spalmare in un quinquennio al fine di “rafforzare la sua posizione di potenza dell’innovazione in Cina”.