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Leggere libri e pubblicare l’audio su YouTube è legale?

Leggere libri e pubblicare l’audio su YouTube è legale?

15/03/2021 0 By val3liv20

Quante volte ti è capitato di leggere un libro così intrigante da farti immedesimare nei protagonisti del racconto? Ed inoltre, ti è mai capitato di ascoltare un audiolibro in cui il tuo doppiatore preferito ha “prestato” la voce ai personaggi della storia? Bene, nel caso in cui tu ti sia chiesto se sia possibile leggere un libro con la tua voce per poi pubblicarne il contenuto su YouTube, questo è il giusto articolo da leggere per capire se il procedimento sopracitato rientra o meno nella legalità.

Legge n. 633/1941 – art. 12

Esistono tre specifici articoli, pubblicati nel decreto legge n.633 del 1941 che spiegano facilmente cosa è considerato legale o al contrario, illegittimo, riguardo un’opera letteraria. L’articolo 12 della suddetta legge spiega che:

“L’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera. Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l’esercizio dei diritti esclusivi indicati negli articoli seguenti. È considerata come prima pubblicazione la prima foma di esercizio del diritto di utilizzazione”.

In questo senso risulta subito chiaro il punto legato all’aspetto economico. Infatti se è vero che l’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente la sua opera, è altrettanto vero che tramite l’utilizzo di pubblicità, caricare il contenuto su YouTube da parte di terzi, potrebbe portare ad un guadagno per chi pubblica l’audio dell’opera. Quindi la risposta è “No, non posso pubblicare l’audio (anche se con la mia voce) di un’opera letteraria non scritta da me su Youtube”.

L’abuso è legato esclusivamente allo scopo di lucro?

Un altro interessante punto da andare ad analizzare è legato al concetto di abuso nel momento in cui si pubblica l’audio di un’opera scritta su YouTube. Nel paragrafo precedente abbiamo spiegato che nel momento in cui si possono trarre guadagni da un’opera non propria, come nel caso di YouTube, si commette un reato. Ma è solo il punto di vista economico a tracciare l’illegalità del contenuto? La risposta è no, così come spiegato nell’articolo 13 della stessa legge 633/1941 di cui parlavamo nelle righe precedenti:

“Il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto la moltiplicazione in copie diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, l’incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione”.

In parole povere anche se non vi è alcun guadagno economico, il titolare dei diritti dell’opera, cioè l’autore, può vietare la riproduzione anche se legata al solo scopo dilettivo.

E per quanto riguarda la promozione culturale?

E se l’audio venisse pubblicato su YouTube in modo da promuovere l’opera? Anche in questo senso la stessa legge di cui abbiamo parlato precedentemente ci spiega, con l’articolo 15 che:

“Il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico ha per oggetto, la esecuzione, la rappresentazione o la recitazione, comunque effettuate, sia gratuitamente che a pagamento, dell’opera musicale, dell’opera drammatica, dell’opera cinematografica, di qualsiasi altra opera di pubblico spettacolo e dell’opera orale.

Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro.

Non è considerata pubblica la recitazione di opere letterarie effettuata, senza scopo di lucro, all’interno di musei, archivi e biblioteche pubblici ai fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse individuati in base a protocolli di intesa tra la SIAE e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”.

In sostanza anche se YouTube ha potenzialmente una vastissima platea di fruitori che potrebbero “venire a contatto” con l’opera, a differenza di archivi, biblioteche e musei, non è riconosciuto dagli accordi tra SIAE e Ministero dei Beni Culturali come “luogo fisico” in cui poter esercitare la promozione culturale dell’opera.