Microsoft promette dispositivi più facili da riparare

Microsoft promette dispositivi più facili da riparare

Su iniziativa degli azionisti, Microsoft ha assicurato che metterà in capo una serie di cambiamenti e strategie, perché i suoi device siano più riparabili. Considerando le dimensioni aziendali della realtà di Redmond e l’importanza del brand, la proposta (accolta) degli azionisti segna la prima vittoria per il “movimento del diritto alla riparazione”. L’iniziativa degli azionisti di Microsoft era nata grazie all’appoggio della rappresentanza di “As You Sow”, un’organizzazione no – profit, che diffonde ed incoraggia “la responsabilità ambientale e sociale delle imprese”. Lo scorso giugno, gli azionisti dell’azienda di Redmond avevano chiesto alla Microsoft di redigere un rapporto in cui illustrare i “benefici ambientali e sociali nel rendere i dispositivi della società più facilmente riparabili dai consumatori e anche dai riparatori terzi”.

Dopo la presentazione di questa risoluzione e i molteplici dibatti sulla questione, Microsoft ha fornito il suo consenso, accettando “di aumentare le opzioni a favore dei consumatori per la riparazione dei loro dispositivi entro la fine del 2022”. Sulla base degli accordi stabiliti con gli azionisti, gli esperti di Redmond attiveranno uno studio “di terze parti”, con l’obiettivo di stimare “gli impatti ambientali e sociali legati all’aumento dell’accesso dei consumatori alla riparazione”. E, attraverso questa ricerca, favorire nuove strategie, perché si verifichi un incremento dei processi di riparazione per tutti i dispositivi targati Microsoft, compresi i device Surface e le console Xbox.

Ancora, Microsoft ha assicurato che incrementerà la reperibilità dei vari pezzi, consentendo anche a fornitori esterni ai servizi di marca di poter effettuare riparazioni sui diversi dispositivi. Ma le concessioni da parte del colosso di Redmond non sono finite qui. Infatti, al fine di rendere più semplici e permettere le riparazioni anche da parte dei consumatori, Microsoft metterà a punto una serie di strategie e criteri. In particolare, questi includeranno “anche la progettazione in nuce dei prodotti che tenga conto della riparabilità degli stessi”.

Dal canto suo, As You Sow si è compiaciuta per l’accordo raggiunto e ha mostrato soddisfazione per l’impegno messo in campo dalla Microsoft per affrontare e concretizzare le trattative. Inoltre, As You Sow ha segnalato che lo scorso settembre “è stata depositata una risoluzione degli azionisti sul diritto alla riparazione anche per Apple“. Il movimento del diritto alla riparazione sta acquisendo sempre più forza negli Stati Uniti. E la spinta non arriva soltanto dai dibattiti sulle questioni politiche mondiali, afferenti a tematiche attuali, come il cambiamento climatico, la razionalizzazione delle risorse e l’economia circolare, ma anche e soprattutto grazie alle sollecitazioni del Congresso americano. Quest’ultimo, infatti, ha avanzato, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, una proposta di legge sul diritto alla riparazione. As You Sow ha commentato, affermando che “la riparabilità è un principio chiave dell’economia circolare. Sconvolgendo il modello tradizionale prendere-fare-eliminare, l’estrazione di nuove risorse è ridotta al minimo, e le risorse esistenti sono mantenute in uso perpetuo.”

Riportando alla memoria il rapporto di Greenpeace del 2017, As You Sow ha sottolineato come sia proprio il comparto dell’elettronica a causare il più elevato volume di rifiuti nel mondo; inoltre, l’organizzazione no – profit ha aggiunto che quasi il 70% delle emissioni di gas a effetto serra si originano nel corso della produzione dei dispositivi informatici personali. “Estendere la durata di vita dei dispositivi attraverso la riparazione può aiutare a mitigare le tossine e le emissioni dell’estrazione e della raffinazione a monte e l’inquinamento delle discariche a valle”, ha concluso As You Sow.