Mini invia dei puzzle ai clienti per ingannare l’attesa della propria auto

Mini invia dei puzzle ai clienti per ingannare l’attesa della propria auto

07/07/2022 0 By Redazione

Quando decidiamo di acquistare una nuova auto ci avventuriamo in un viaggio affascinate che parte dall’idea per arrivare alla consegna delle chiavi da parte del concessionario. Durante questo viaggio prendiamo in considerazione i modelli più adatti a noi e che ci piacciono di più, poi restringiamo la rosa, andiamo dai concessionari per fare prove e avere preventivi e, infine, versiamo l’anticipo e aspettiamo.

Ma se siamo clienti Mini negli Stati Uniti potremmo fare un ulteriore passaggio: risolvere un puzzle. Si, un puzzle che il produttore, celebre per le sue auto apparse in competizioni, in film celebri (chi non ricorda la Mini di Mr. Bean?) e perfino nei rally, regala ai clienti in attesa di una consegna per dimostrare che stanno pensando a loro e, contemporaneamente, per scusarsi dei lunghi tempi di attesa.

La campagna “Not So Mini”

Tutti sappiamo che Mini eccelle nell’arte di creare auto di piccole dimensioni così belle da balzare all’occhio, e la campagna “Not So Mini” balza all’occhio per un motivo che potrebbe apparire all’opposto con l’invio di puzzle a grandezza naturale della loro auto ai clienti che stanno aspettando di ricevere il loro modello. In poche parole il messaggio è chiaro: visto che dovrai aspettare del tempo per parcheggiare a casa tua la nuova Mini, nel frattempo occupa lo spazio in garage con questo puzzle.

Anche i nomi dei puzzle sono scanzonati coma la vetturetta di Mr. Bean: “The We’re Working Hard To Get You Your Car” (Stiamo lavorando sodo per consegnarti la tua auto), “Waiting Is The worst” (L’attesa è la cosa peggiore), “In-The-Meantime-Happy-Puzzling” (Nel frattempo buon puzzle), “Mini Puzzle”. Naturalmente il puzzle a grandezza naturale non è per tutti ma solo per alcuni clienti selezionati, gli altri riceveranno un puzzle normale.

I motivi dei ritardi

I ritardi nelle consegne delle Mini, ma anche di buona parte dei dispositivi che fanno ampio uso di chip digitali sono, molto facilmente, riconducibili alla pandemia da Covid-19 del 2020 che ha bloccato la macchina degli approvvigionamenti in tutti il mondo. Anche le riaperture progressive e in tempi diversi in varie aree hanno contribuito a gettare confusione nella catena di produzione.

Teniamo conto, inoltre, che la chiusura totale delle catene di produzione dei prodotti finiti e il conseguente crollo degli ordini ha bloccato, di fatto l’estrazione e la produzione delle materie prime. Anche la produzione dei semiconduttori, una catena complessa e molto precisa, si è interrotta e ha subito ulteriori ritardi a causa della ripresa degli ordini e alle successive interruzioni a causa delle aperture e blocchi che si sono susseguiti nel 2021.

Arrivando ai giorni nostri, al 2022, la carenza di chip semiconduttori sta colpendo quasi tutti i settori. Quando, poi parliamo di automobili la catena di produzione dipende da moltissime materie prime, semiconduttori inclusi. E se anche un solo piccolo elemento è in ritardo l’inconveniente si ripercuote sui tempi di produzione. E in attesa che le cose tornino alla normalità, l’idea di Mini di rassicurare i propri clienti in un modo, se vogliamo, tanto inusuale è in linea con la filosofia aziendale. In fondo Mini produce auto che sono fuori dall’ordinario e, quindi, quando si aspetta la consegna di una nuova vettura perché l’attesa dovrebbe essere banale?

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