Onisciente, la serie tv brasiliana dal 2020 su Netflix

Onisciente, la serie tv brasiliana dal 2020 su Netflix

10/11/2019 0 Di Redazione

Annunciata nel 2018, ma poi posticipata, la serie televisiva brasiliana “Onisciente” verrà finalmente trasmessa in streaming su Netflix nel 2020. Onisciente si affiancherà, così, agli altri telefilm di provenienza brasiliana già presenti sul canale statunitense o che, prossimamente, vi faranno la loro comparsa: “3%”, “Coisa mais Linda”, “Irmandade”, “Spectros”, solo per citarne qualcuno. La serie, ideata da Pedro Aguilera, Tiago Mello e dalla società di produzione Boutique Filmes, sarà costituita da sei episodi.  Non si tratterà di un semplice telefilm, ma di  uno show sci – fi, abbreviazione di science fiction, genere televisivo afferente al cinema di fantascienza.

Secondo l’opinione di Tiago Mello, la serie tratterà temi molto particolari e sarà caratterizzata da una serie di colpi di scena, capaci di avvincere lo spettatore e lasciarlo con il fiato sospeso. Infatti, dai primi spoiler è possibile leggere come la trama di Onisciente sia davvero unica nel suo genere, seppur molto attuale. Ed è facile intuirne le ragioni. La serie, ambientata in un futuro distopico, racconta, infatti, la particolare situazione degli esseri umani, la cui esistenza è controllata nell’arco delle 24 ore da Onisciente, un drone invisibile.

Quest’ultimo, dotato di un sistema di sicurezza, è capace di raccogliere dati per poi inviarli ad un computer, il cui accesso è negato praticamente a tutti. Consapevoli del continuo controllo, ogni persona adotta un comportamento e una condotta assolutamente impeccabili. Infatti, qualora qualcuno si macchiasse di un qualsiasi crimine, sarebbe facilmente rintracciabile dalle autorità, mediante le immagini del drone. Eppure anche questo sistema, apparentemente perfetto e infallibile, sembra vacillare, quando Nina, una delle protagoniste, ritrova un cadavere. Si tratta di un omicidio, ma Onisciente questa volta non ha registrato: è un difetto del sistema di sicurezza oppure qualcuno ha volontariamente omesso la sorveglianza, perdendo la rilevazione dell’omicidio?

La trama generale appare coinvolgente e molto interessante. Soprattutto molto attuale. La tecnologia, infatti, fa ormai parte della vita quotidiana di tutti.  L’essere umano vive in un mondo iperconnesso, in modalità always on per buona parte della sua giornata. E se, da un lato, questa sovraesposizione agevola buona parte delle attività quotidiane, dall’altro sta influenzando negativamente la vita di ognuno di noi; abbiamo sviluppato, infatti, una vera e propria dipendenza da tutti i dispositivi tecnologici.

Soprattutto, abbiamo sviluppato un senso di “impotenza”, qualora la tecnologia, a cui abbiamo legato inevitabilmente buona parte della nostra vita, improvvisamente mostra il suo lato vulnerabile e fragile. Di fronte alla tecnologia che tradisce ogni nostra aspettativa, ci sentiamo “nudi”, incapaci di sopperire a questa mancanza. Perché abbiamo delegato alla tecnologia buona parte di quelle attività che prima, invece, svolgevamo in autonomia. Ed è per questo che “Onisciente” è anche un po’ lo specchio della nostra coscienza, la metafora della nostra vita.  Per comprendere che anche il meccanismo più perfetto può incepparsi. E non possiamo fermare la vita perché il progresso, a volte, può giocare un tiro mancino.