Porsche – Boieng: protocollo d’intesa per un’auto volante

Porsche – Boieng: protocollo d’intesa per un’auto volante

08/11/2019 0 Di Redazione

Nei giorni di Greta Thunberg, della sua attività di sensibilizzazione contro il surriscaldamento del pianeta e i cambiamenti climatici; nei giorni dei suoi “sogni rubati” e della sua “infanzia rovinata”, Porsche e Boieng, leader affermati rispettivamente nei settori delle auto e degli aerei, sembrano sposare i progetti dell’attivista svedese, attraverso un protocollo d’intesa innovativo e suggestivo. Infatti, Porsche sta studiando la possibilità di concretizzare, proprio in accordo con il colosso americano Boieng, la realizzazione di autoveicoli volanti, in grado di librarsi nell’aria, ovviamente ecosostenibili, poiché alimentate con l’elettricità.

Un progetto davvero avveniristico, che  Porsche vuole portare avanti al fine di “esplorare il mercato della mobilità premium e l’estensione del traffico urbano nello spazio aereo”, come ricorda l’azienda tedesca in un comunicato. A tal proposito, uno dei membri del comitato esecutivo per le vendite ed il marketing del colosso tedesco ha affermato che il salto di Porsche nell’ambito della mobilità premium “potrebbe significare il passaggio alla terza dimensione del viaggio. Stiamo unendo i punti di forza di due aziende globali per affrontare un potenziale segmento di mercato che sarà la chiave del futuro”. Infatti, il binomio Porsche – Boieng ha intenzione di creare una vera e propria squadra di respiro internazionale, in grado di studiare le concrete possibilità di realizzare le auto volanti e, soprattutto, delineare le strategie più opportune per poter incrementare il mercato.

Il sogno del marchio tedesco è quello di proseguire un percorso iniziato e confermare un primato già conquistato; infatti, Porsche è stato il primo brand a produrre una macchina elettrica, la Taycan, silenziosa, zero emissioni, un vero fiore all’occhiello per l’industria dell’automobile. Sulla scia di questo recente successo, Porsche desidera inserire il nuovo progetto, creando auto volanti da usare per servizi di ride sharing (che consiste nella condivisione di macchine private, al fine di abbattere gli esosi costi di viaggio e l’inquinamento dell’aria) o taxi, servizi che possono tornare utili soprattutto nelle gradi e sovraffollate metropoli. Tuttavia, seppur si tratti di un progetto virtuoso, le due aziende devono procedere con cautela e valutare attentamente anche alcuni aspetti logistici e organizzativi.

Infatti, sarà utile valutare l’effettiva usabilità del veicolo in zone particolarmente affollate, per cui sarà utile realizzare un modello specifico con caratteristiche studiate ad hoc. Proprio per questo motivo, Porsche, Boieng e una società controllata della Boieng, l’Aurora Flight Science, stanno progettando un modello elettrico, in grado di spiccare il volo in senso verticale e di atterrare. Qualora il modello si sposi con gli spazi a disposizione, esso potrà essere ben presto sperimentato, in vista dell’uso in un tempo non troppo lontano. Voci ottimistiche e ambiziose parlano del 2025, quale data prevista per il decollo della prima auto volante. Effettivamente sembra un traguardo troppo vicino, seppur la tecnologia ci abbia ormai abituato a sorprese interessanti e a progetti sviluppati in poco tempo e quasi dal nulla.

Di certo, la possibilità di avere a disposizione auto elettriche volanti rappresenterebbe una svolta non solo per i piani di marketing e per l’economia delle due aziende coproduttrici, ma anche per il futuro dell’umanità. Infatti, questa nuova tipologia di trasporto permetterebbe da un lato una mobilità più veloce ed efficace, dall’altro una riduzione sensibile del traffico, con conseguente flessione delle emissioni di anidride carbonica nell’aria. Il pianeta ne gioverebbe notevolmente, anche se un altro dubbio potrebbe affliggere la mente degli eventuali acquirenti: considerato il costo attuale di mercato di una Porsche, chi potrebbe permettersi l’acquisto di un’auto elettrica volante?

Il 2025 è lontano, ma anche più vicino di quanto si possa immaginare. E solo allora sarà possibile avere una risposta. Sempre se vedremo librarsi nell’aria un’auto volante, ovviamente.