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Ray Ban Stories, Facebook lancia gli occhiali da sole connessi a Internet

Ray Ban Stories, Facebook lancia gli occhiali da sole connessi a Internet

Facebook ed Essilor – Luxottica, leader di Ray Ban, lanciano sul mercato i “Ray – Ban Stories”, gli occhiali intelligenti, ma privi della realtà aumentata, almeno per il momento. L’annuncio è stato dato il 9 settembre scorso, diffuso congiuntamente dall’Amministratore Delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, e dal “Chief Wearables Officer del gruppo italo – francese Essilor Luxottica, Rocco Basilico. La novità dei Ray – Ban Stories sta nella storia della loro creazione; si tratta, infatti, dei primi occhiali al mondo nati dalla partnership pluriennale tra la piattaforma leader dei social network (Facebook, appunto) e la punta di diamante del comparto dell’ottica, Ray – Ban. Nonostante la commistione tra brand di notevole fama globale, i Ray – Ban Stories entrano nel mercato quasi in punta di piedi, almeno se si considera l’aspetto tecnologico che accompagna il prodotto. I Ray – Ban Stories presentano un design molto simile a quello del modello classico di occhiali, accompagnati da poche e semplici funzionalità: fare fotografia, girare video di massimo 30 secondi, ascoltare musica e conversare al telefono, senza l’ausilio dello smartphone. Essendo dotati di un processore Snapdragon, i Ray Ban Stories possono interagire con lo smartphone ricorrendo al Bluetooth, oltre ad avere una batteria che assicura un’autonomia fino sei ore. I Ray Ban Stories si ricaricano direttamente con la custodia, mentre si impiegano 70 minuti per raggiungere una carica pari al 100%. Grazie all’app “Facebook View” per Android e iOs e che si collega subito alla piattaforma di Zuckerberg, gli occhiali targati Facebook e Essilor – Luxottica consentono di effettuare l’upload e l’immediata condivisione dei contenuti sui social. 

Gli occhiali scatteranno una foto e gireranno un video grazie al comando manuale o vocale “Facebook take a photo” e “Facebook take a video”, al momento disponibili solo in inglese. Nonostante le funzionalità presenti, i Ray – Ban Stories non sono dotati di alcun sistema di intelligenza artificiale. A tal proposito, il CEO della società di ottica italo – francese ha affermato: “Stiamo già lavorando sulla realtà aumentata, non lo vedo come un obiettivo a breve termine, ma come parte del nostro business”. E Basilico, dal canto suo, trova anche il supporto di Andrew Bosworth, il vice presidente di Facebook Reality Labs che, rispetto alla questione, ha evidenziato: “Le sfide tecniche per la realtà aumentata sono formidabili, ma anche molto difficili. Per alcune non abbiamo neanche prove in laboratorio che ci facciano credere che le risolveremo nei prossimi dieci anni”. Inoltre, ha continuato Andrew Bosworth, “la seconda e più importante parte del problema è: come facciamo a essere sicuri che le persone siano a proprio agio con quella tecnologia e siano disposte integrarla nelle loro vite?”. Pertanto, i vertici di Facebook e di Essilor – Luxottica predicano calma e cautela, perché non bisogna dimenticare che questi progressi innovativi toccano anche le questioni legate alla privacy. 

Su questa seconda criticità, invece, Basilico ha espresso una maggiore sicurezza, affermando: “Abbiamo fatto un buon lavoro con gli esperti di privacy e abbiamo un partner (Facebook, ndr) tra i migliori in questo campo”. I Ray – Ban Stories non potranno contare sulla tecnologia di riconoscimento facciale e, proprio per questo motivo, non saranno in grado di identificare i visi delle persone. Gli occhiali potranno essere fruiti unicamente dai ragazzi che avranno compiuto 13 anni, mentre Facebook assicura che i dati saranno inviati sul server solo per accertare il corretto funzionamento degli occhiali stessi, la qualità della connessione Wi – fi  e del segnale Bluetooth. Da Menlo Park chiariscono i termini di sicurezza e quelli legati alla privacy degli occhiali. L’assistente vocale, che si attiva pronunciando “Hey Facebook”, mantiene per tre anni la registrazione delle comunicazioni effettuate, salvo i casi in cui l’utente voglia procedere con la loro archiviazione o definitiva cancellazione. Scende, invece, a 30 giorni il limite per la conservazione degli altri dati, legati anch’essi all’assistente vocale, prima della definitiva cancellazione. Le comunicazioni orali inviate all’assistente vocale da parte dell’utente non verranno usate per recapitare annunci e pubblicità, seppur l’utente sia invitato a leggere le impostazioni, gestendole in base alle esigenze e alle necessità che intende soddisfare. Grazie ai sistemi di crittografia, i contenuti del Ray – Ban Stories sono protetti da accessi impropri, in caso di furto o smarrimento dello smartphone. Gli occhiali sono già reperibili in Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Irlanda e Canada dal 9 settembre, per un costo che parte dai 329 euro. Costo che può subire importanti incrementi, a seconda del modello e delle lenti che si sceglie di acquistare.