Secondo Apple il sideloading è il miglior amico dei cybercriminali

Secondo Apple il sideloading è il miglior amico dei cybercriminali

Apple ha confermato come, almeno secondo il parere dei suoi esperti, il “sideloading” (“l’azione compiuta trasferendo dati tra due dispositivi locali, in particolare tra un computer e un dispositivo mobile come un telefono cellulare, uno smartphone o un palmare”, stando alla definizione restituita da Wikipedia) rappresenti il male assoluto. Questo è il messaggio che il vicepresidente senior dell’azienda di Cupertino, Craig Federighi, ha diffuso nel corso del Web Summit 2021. Infatti, Federighi ha affermato: “Il sideloading è il miglior amico di un criminale informatico e richiederlo su iPhone sarebbe una corsa all’oro per l’industria dei malware”.

Non è una novità che i vertici Apple esprimano questa opinione sul sideloading ma, aver sottolineato i pericoli connessi a questa pratica, ha freddato tutti gli utenti che speravano in una “graduale apertura rispetto alla possibilità di installare applicazioni che vengono distribuite al di fuori dell’App Store”. In “tutti” vengono inclusi gli utenti finali, come pure la Commissione Europea, che si sta impegnando per far approvare il “Digital Markets Act”. Si tratta di una legge che, qualora trovasse concretezza, permetterebbe alla Apple di installare app ricorrendo a canali non ufficiali. Pertanto, le parole di Federighi devono essere contestualizzate proprio nella prospettiva in cui l’Europa consenta l’entrata in vigore del Digital Markets Act. Per questo motivo, il vicepresidente senior dell’azienda di Cupertino tocca il tasto della sicurezza informatica, tentando di persuadere gli utenti che il  sideloading non rappresenti la giusta soluzione. Così, rifiutando questa opzione, desidera evidenziare Federighi, iOS conserverebbe una maggior sicurezza rispetto ad Android.

Craig Federighi non accetta l’idea che l’utente possa essere libero di scegliere in modo autonomo se “se accettare o meno il rischio di andare incontro a minacce informatiche, scaricando e installando software al di fuori dello store ufficiale”. Infatti, il pericolo di una truffa sarebbe dietro l’angolo, stando ancora a quanto dichiarato dal vicepresidente senior di Apple. Che ha ribadito: “Il fatto che chiunque possa essere danneggiato dai malware è qualcosa che non dovremmo sostenere”. Ma Federighi ha calcato ancora più la mano, evidenziando anche la serie di svantaggi, legati alla “legittimazione del sideloading”, tra cui rientrerebbero la violazione della privacy, il rischio per i dati e la sicurezza degli utenti.

Tuttavia, nel ragionamento di Federighi è possibile rilevare qualche incongruenza. Poiché, se Apple ritiene che il sideloading sia danno su iOS, pare che altrettanto non sia per macOS. Infatti, su questi dispositivi, da anni, “è possibile caricare software non distribuito tramite App Store”. E l’utente può farlo, in sicurezza e senza rischi, ricorrendo a Gatekeeper, che permette “ad Apple di controllare gli ID sviluppatori firmati per confermare che il software sia autentico”. I critici hanno evidenziato che se Apple si impegnasse in proposito, potrebbe integrare un sistema della medesima portata anche sugli iPhone iOS. Di certo, il comportamento degli esperti di Cupertino è finalizzato al mantenimento “del controllo assoluto del suo ecosistema”. Pratica non vietata, ma che non deve limitare e condizionare la concorrenza. Proprio per questo motivo, l’Europa si sta impegnando per l’approvazione di una normativa, Il Digital Markets Act, appunto, per evitare che Apple possa mettere in atto la sua strategia in modo indisturbato.