Social commerce: il 64% degli utenti ha effettuato un acquisto tramite i social media nel 2021

Social commerce: il 64% degli utenti ha effettuato un acquisto tramite i social media nel 2021

05/01/2022 0 By fogliotiziana

L’ultimo studio pubblicato dalla società di consulenza Accenture dimostra la crescente importanza del social commerce in tutto il mondo. Il rapporto si basa su un sondaggio condotto su 10.053 utenti di social media in Cina, India, Brasile, Stati Uniti e Regno Unito, tra agosto e settembre 2021.

Piattaforme social, il futuro eldorado dell’e-commerce

Il social commerce, che consiste nell’utilizzare i social network come canale di vendita, ha molto successo. Attualmente, infatti, le transazioni sulle piattaforme social sono stimate in oltre 492 miliardi di dollari nel mondo. Secondo lo studio, il 64% degli utenti dei social media intervistati ha dichiarato di aver effettuato un acquisto tramite il social commerce nel 2021, che secondo la società di consulenza rappresenterebbe 2 miliardi di acquirenti in tutto il mondo.

Accenture prevede anche una crescita esponenziale, con entrate che dovrebbero triplicare entro il 2025, per un profitto di 1,2 trilioni di dollari. Allo stesso tempo, alcuni paesi hanno già preso l’iniziativa, come la Cina, dove oltre l’80% degli utenti dei social media ha adottato il social commerce.

E le piattaforme social hanno ben compreso il loro ruolo crescente nel commercio online e le problematiche che ne derivano. Così, Twitter, Facebook, TikTok, Instagram e anche Pinterest offrono sempre più funzionalità dedicate al social commerce: negozio virtuale, live shopping, prodotti consigliati, ecc.

L’andamento del social commerce potrebbe impattare particolarmente sulle nuove generazioni. Infatti, entro il 2025, si prevede che la Generazione Y e la Generazione Z saranno responsabili del 62% della spesa globale per l’e-commerce sulle piattaforme social.

Le spese più importanti del social commerce dovrebbero riguardare:

  • Abbigliamento, con oltre il 18% della spesa mondiale,
  • Elettronica di consumo, con il 13% della spesa,
  • Decorazione d’interni, con il 7% delle spese.

Da segnalare che anche la categoria “bellezza e cura della persona” occuperà un posto importante entro il 2025, con un totale del 40% della spesa online, anche se le entrate complessive saranno inferiori.

Il costante aumento del tempo trascorso sui social media riflette la natura essenziale di queste piattaforme nella nostra vita quotidiana. Stanno rimodellando il modo in cui le persone acquistano e vendono, il che apre nuove opportunità di esperienza utente e flusso di entrate per piattaforme e marchi, ha affermato Robin Murdoch, Global Head of Software and Platforms di Accenture.

Una vera opportunità per le piccole imprese

Il social commerce ha il vantaggio di ridurre drasticamente i costi e le barriere all’ingresso nel mercato dell’e-commerce. Infatti, la sola presenza dell’azienda sul social network è sufficiente per aprire un negozio virtuale o lanciare uno shopping dal vivo. Pertanto, i creatori indipendenti, i VSE e le PMI possono entrare più facilmente nel social commerce.

Inoltre, lo studio ha rilevato che il 59% degli intervistati sarebbe in grado di supportare meglio le piccole e medie imprese attraverso il social commerce piuttosto che i tradizionali siti di e-commerce. Il 63% di loro ha anche confermato che sarebbe più disposto ad acquistare di nuovo da questo venditore. Il social commerce sembrerebbe quindi garantire un certo livello di fidelizzazione dei consumatori.

Il social commerce è una forza livellatrice alimentata dalla creatività, dall’ingegno e dal potere delle persone. Consente a piccoli marchi e individui e costringe i grandi marchi a rivalutare la loro rilevanza in un mercato di milioni di persone, ha affermato Oliver Wright, Global Manager di beni di consumo e servizi di Accenture.

Olivier Wright spiega inoltre che è necessario creare una sinergia tra creators, rivenditori e brand, per portare prodotti e servizi là dove si trovano i consumatori, attraverso un “ecosistema dinamico di piattaforme, marketplace, social media e influencer”.

Il social commerce genera ancora dubbi

Come l’e-commerce tradizionale nei suoi primi giorni, il social commerce genera ancora una certa apprensione tra gli utenti delle piattaforme social. Il 50% degli intervistati, infatti, ha indicato di temere in particolare una mancata tutela dell’acquirente, nonché lacune nelle politiche di restituzione della merce acquistata. Il Global Head of Consumer Goods and Services di Accenture ha spiegato: “La fiducia è un problema che richiederà tempo per essere superato, ma i venditori che si concentrano su queste aree saranno in una posizione migliore per far crescere la propria quota di mercato.