TikTok fa male alla salute dei più giovani?

TikTok fa male alla salute dei più giovani?

Una squadra di studiosi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, guidata da Marco Zenone, porterà avanti una ricerca su TiTok per scoprire quali possano essere le conseguenze psicologiche che questa piattaforma, considerata il “social del momento”, potrebbe avere sugli utenti, soprattutto sulla salute dei più giovani, dei deboli e fragili. Infatti, la mancanza di dati scientifici a riguardo rappresenta una lacuna importante, che gli esperti ritengono sia vitale sanare. Per questo motivo, gli specialisti del settore hanno deciso di mettere in piedi un programma di ricerca, suddiviso in aree di studio. A differenza di Facebook e Instagram, interessati da molte ricerche e su cui si dispone di un numero importante di dati, di TikTok non si conosce niente. Tranne che ha raggiunto la quota di di un  miliardo di utenti attivi al mese. Pertanto, Marco Zenone, a capo del team che porterà avanti la ricerca sul social dei video, ha affermato:”La nostra opinione è che TikTok rimarrà qui per un bel po’. E sappiamo che la maggior parte delle persone che lo usano sono giovani. Quindi si tratta solamente di rendere TikTok il più sicuro possibile“.

Il primo obiettivo è quello di comprendere la modalità di trattamento messo in campo da TiTok per affrontare alcuni importanti argomenti, in primis quello della salute. Si tratta, infatti, di un argomento delicato, che potrebbe aprire due diversi percorsi per il social: la piattaforma potrebbe apparire come uno spazio costruttivo e positivo, con valenza sociale funzionale, se l’informazione viene diffusa da un esperto del settore; al contrario, TikTok potrebbe acquisire l’etichetta di social negativo, perché spesso è veicolo di informazioni fuorvianti, dannose e fake, con un conseguente passaparola, che si fa pian piano allarme incontrollato.

Oltre al tema salute, la ricerca si concentrerà sulle seguenti aree di ricerca: “Promozione di prodotti dannosi per la salute”, con particolare riferimento a sostanze nocive, come alcool e fumo. Molte volte, su TikTok se ne parla in termini positivi; spesso, noti influencer promuovono questi prodotti. Gli studiosi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, pertanto, intendono approfondire quale sia “l’intero percorso, da chi finanzia queste informazioni sino all’utente finale”; consulenza medica”: Si tratta di un fenomeno frequente su TikTok. Infatti, da una veloce ricognizione si è rilevato che l’hashtag #Covid19 è apparso in video visualizzati più di 83 miliardi di volte, mentre l’hastag #MentalHealth in video riprodotti ben 17 miliardi di volte. A questi si aggiungono #Cancer#Vaccine#Autism#Nutrition e #Depressed. I ricercatori non mettono in dubbio il fatto che sia necessario parlarne, ma ritengono ancora più importante capire chi diffonde queste notizie e la fonte da cui provengono queste indicazioni.

Inoltre, gli esperti della London School of Hygiene & Tropical Medicine concentreranno la loro indagine su altre tre tematiche di particolare attualità: “disinformazione”, con l’obiettivo di indagare sui contenuti su cui vertono le discussioni sulla piattaforma di TikTok, soprattutto quando vengono toccati importanti argomenti, quali il COVID – 19, i vaccini, i cambiamenti climatici; “contenuti sensibili e incitamento all’odio”: Questo settore tematico viene affrontato dagli esperti della ricerca sugli effetti che TikTok ha sugli utenti, al fine di concentrare l’attenzione non solo sui contenuti condivisi, ma anche sull’efficacia delle strategie di moderazione messe in pratica dagli amministratori; “dipendenza”, per cui i ricercatori che hanno promosso lo studio si domanderanno se TikTok crea dipendenza negli utenti.