Amazon vuole vendere marijuana legale online negli States

Amazon vuole vendere marijuana legale online negli States

Amazon vuole vendere marijuana online negli States e avanza la richiesta al governo americano di renderla legale. Inoltre, il colosso del commercio elettronico ha affermato che sta spingendo, affinché anche il Congresso approvi la legislazione federale in tema e si allinei alla politica dei molti stati che hanno legalizzato l’uso della cannabis. A conferma dell’iniziativa, è arrivato anche un post direttamente dal sito dell’azienda americana e scritto da Beth Galletti, Vicepresidente Senior delle Risorse Umane di Amazon, che ha affermato: “Crediamo fermamente che sia giunto il momento di riformare la politica nazionale sulla cannabis e ci impegniamo ad aiutare e a guidare lo sforzo” perché, ha continuato Galletti, “lo status quo attuale è ingiusto e insostenibile”, evidenziando la difficoltà per le aziende nel disciplinare la questione della cannabis anche per i lavoratori, vista la distonia che si crea tra la legge federale e le norme locali, che caratterizzano i diversi territori della Confederazione.

Nel giugno scorso, il Connecticut è diventato il 19° stato che ha provveduto a legalizzare l’uso personale della marijuana. E, stando anche ad un sondaggio portato avanti da CBS News, la maggior parte del popolo americano supporta il realizzarsi della stessa politica nel proprio stato di appartenenza. Pertanto, forte anche della volontà espressa dalla gente, Amazon sta effettuando una forte pressione perché il “Marijuana Opportunity Reinvestment and Expungement Act del 2021”, un disegno di legge della Camera, sia approvato, così da far cessare il divieto federale sull’uso di questa droga. E, allo stesso tempo, il colosso statunitense del commercio online sta supportando il “Cannabis Administration and Opportunity Act”, che è sempre un disegno di legge simile a quello discusso alla Camera, ma questo è stato proposto al Senato.

Galletti, inoltre, ha affermato che questa legalizzazione agevolerebbe anche le assunzioni: “I test sulla marijuana prima dell’assunzione hanno un impatto sproporzionato sulle persone di colore e agiscono come una barriera all’occupazione”. E ha continuato: “Abbiamo scoperto che l’eliminazione dei test di pre-assunzione per la cannabis ci consente di espandere il nostro team di candidati”, ricordando come nel giugno scorso Amazon abbia deciso di sopprimere i test sulla marijuana prima dell’inizio del rapporto di lavoro e come causa di un eventuale licenziamento.

E, insieme a questa decisione, all’inizio del mese, sempre Amazon ha annunciato di aver aumentato lo stipendio medio iniziale a $ 18, aprendo a 125.000 nuove assunzioni per coprire posizioni per autisti di trasporto e addetti al magazzino. La decisione di incrementare gli stipendi, del resto, arriva in un momento in cui c’è difficoltà nel reperire la manodopera a causa del protrarsi del COVID.

Ma, sfogliando le pagine di Google, è possibile notare come le novità di Amazon non si fermino qui. Oltre alla volontà di sostenere la legalizzazione e la vendita della marijuana, il colosso americano del commercio elettronico ha aperto più di 250 magazzini, centri di smistamento, punti aerei regionali, stazioni di consegna negli Stati Uniti e, ben presto, aprirà più di 100 uffici. Inoltre, dall’inizio della pandemia ha assunto più di 450.000 persone e coinvolge 750.000 lavoratori nella sua attività.