La cassetta segreta di Yoko Ono che ha permesso a Paul McCartney di finire l’ultima canzone dei Beatles con l’IA
14/06/2023
Da qualche settimana l’IA generativa si sta infiltrando ovunque, nei nostri browser web, sui nostri servizi di messaggistica e persino sui nostri social network preferiti. Oggi è la leggenda britannica della canzone, ovvero Paul McCartney, ad annunciare di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per finire quella che descrive come “l’ultima canzone dei Beatles”, e che sarebbe basata su un progetto incompiuto di John Lennon: “Now and then”, considerata in precedenza come possibile reunion song.
John Lennon torna a cantare con i Beatles grazie all’IA
Fu infatti nel 1994 che Yoko Ono, vedova di John Lennon, regalò a Paul McCartney il demo tape di un titolo registrato qualche anno prima dal marito, su una cassetta dove c’era scritto: “For Paul”. È una delle tante canzoni che John Lennon aveva registrato poco prima del suo assassinio nel 1980.
"When we came to make what will be the last Beatles record… We were able to get John's voice through AI."
Ahead of his exhibition at @NPGLondon of Beatles photos, Sir Paul McCartney spoke to @Marthakearney and revealed that a new record will be released this year.#R4Today
— BBC Radio 4 Today (@BBCr4today) June 13, 2023
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I Beatles sopravvissuti avevano provato a registrare la canzone a metà degli anni ’90, ma George Harrison ha poi posto il veto, di fronte a una registrazione di scarsa qualità dell’audiocassetta. Negli ultimi mesi, Paul McCartney ha quindi utilizzato l’IA per dissociare la voce dal pianoforte, ma anche per ottimizzare lo strumento musicale.
“Il titolo non era molto bello, doveva essere rielaborato un po’, ma c’era una bella strofa ed è stato John a cantarla. L’abbiamo appena finito e uscirà quest’anno. Sfruttare l’intelligenza artificiale per la produzione della traccia finale della band – ha riconosciuto McCartney – è un po’ spaventoso, ma eccitante perché è il futuro,”
Non è la prima volta che i Beatles tornano indietro nel tempo, visto che già a fine 2021 il gruppo britannico è stato “resuscitato” in occasione di un documentario diretto da un certo Peter Jackson e trasmesso su Disney+: Get Back, che ha poi avuto accesso a più di 60 ore di sequenze video, e più di 150 ore di sequenze audio.
L’intelligenza artificiale fa il suo dovere sulla scena musicale da qualche mese, ma è presente anche al cinema, in particolare nell’ultimo Indiana Jones e nel Dial of Destiny, con una sequenza iniziale che ci permetterà di ritrovare un Harrison Ford più giovane che mai…
La generazione di musica AI continua a crescere. Meta ha appena presentato MusicGen, uno strumento di generazione di musica open source che può trasformare un testo o una melodia già esistente in in audio. Strumenti AI simili sono JukeBox di OpenAI e Music LM di Google e Riffusion.
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