Chi è e cosa fa un informatico musicale

Chi è e cosa fa un informatico musicale

28/06/2022 0 By Rosy Chianese

A seguito dello sviluppo di nuove tecnologie multimediali la musica è diventata, ormai, una delle fonti d’informazione che vengono trattate dall’informatica, al pari dei numeri, testi, grafica e visione. Tutto questo ha favorito anche lo sviluppo di applicazioni importanti in campo musicale, portando i sistemi informatici a trasformarsi in uno strumento musicale di riferimento, proprio come il pianoforte nel 19mo secolo.

La differenza tra uno strumento classico ed un sistema informatico è che, quest’ultimo, offre delle funzioni molto più vaste rispetto al primo, in quanto non genera soltanto suoni ma riesce ad elaborare tutta l’informazione musicale, partendo dal suono (microlivello) e finendo con la forma (macrolivello). Ciò ha comportato anche ad una trasformazione del metodo con cui si può fare musica, coinvolgendo tutti i settori e favorendo anche la nascita di nuove figure professionali come l’informatico musicale.

Chi è l’informatico musicale

L’informatico musicale è colui che analizza le tecniche relative all’uso dei sistemi informatici, utili per la produzione e l’elaborazione dell’informazione musicale.

Un sistema informatico che possiede opportuni programmi e periferiche, come abbiamo detto, può svolgere varie funzioni musicali. Può essere definito uno strumento musicale politimbrico e polifonico, in quanto può simulare i suoni degli strumenti acustici o comporre direttamente nuove sonorità elettroniche. Inoltre, attraverso un sistema informatico, si possono svolgere le funzioni di uno studio di registrazione audio, per l’elaborazione ed il montaggio di suoni, nonché per l’elaborazione di brani musicali e la stampa si CD Audio.

L’informatico musicale dispone anche di diversi strumenti che lo supportano nelle varie fasi del processo creativo e di realizzazione dell’opera. Con l’evoluzione dei sistemi informatici multimediali, inoltre, tutte queste funzioni possono essere correlate anche con il mondo della grafica, dello spettacolo ma anche della realtà virtuale o delle telecomunicazioni, al fine di ottenere un prodotto artistico e culturale multimediale.

Questa figura tratta la musica con due principali forme di rappresentazione: audio, che codifica il suono in sequenze discrete di numeri, e simbolica, che codifica l’informazione percettiva, esecutiva e astratta, prendendo come riferimento il sistema tradizionale di notazione musicale. La codifica del suono si realizza convertendo il segnale analogico in segnale digitale, ovvero campionando la forma d’onda del suono.

La sintesi dei suoni, invece, consiste nel generare un segnale acustico mediante un procedimento di calcolo e trova due campi di applicazione musicale: la simulazione dei suoni che vengono prodotti dagli strumenti musicali e la generazione di suoni. Infine, alcuni dei progetti di ricerca o dei programmi professionali utilizzati dall’informatico musicale, trovano molti consensi anche nel mondo dilettantistico dei musicisti e dell’intrattenimento informatico.

Le prime esperienze ufficiali di musica informatica si fanno risalire al 1967, quando il pioniere della musica elettronica Pietro Grossi prese il quinto Capriccio di Paganini e lo fece suonare al computer presso la Olivetti General Electric a Pregnana Milanese.