Come modificare il file hosts su Mac

Come modificare il file hosts su Mac

06/02/2022 0 By Redazione

Abbiamo appena acquistato il nostro nuovo dominio o ne abbiamo trasferito uno a un nuovo provider di servizi internet (ISP). Abbiamo ricevuto la mail che ci conferma che, tecnicamente, l’operazione è andata a buon fine e ci sono stati forniti tutti i dettagli tecnici del nostro dominio. Eppure dal browser non riusciamo ad accedere e vogliamo iniziare a fare qualche modifica e visualizzare i risultati. Niente panico, è una situazione normale che, di solito, si risolve in poche ore, al massimo in un paio di giorni. Si tratta del fenomeno della propagazione delle informazioni del dominio. Semplificando al massimo possiamo dire che dovremo aspettare che tutti i server DNS, quelli che traducono i nomi a dominio nei reali indirizzi IP, siano informati del fatto che il dominio http://www.miosito.com corrisponde all’indirizzo IP assegnato dall’ISP. Fortunatamente esiste un piccolo file di testo, chiamato hosts, che consente in locale di mappare alcuni nomi a dominio a un determinato indirizzo IP. Correttamente configurato il file hosts ci consente di lavorare e modificare sul nostro dominio durante il periodo in cui avviene la propagazione. Teniamo due cose bene a mente. Prima di tutto il file hosts è un file di testo che deve essere modificato con il blocco note o con un programma come Notepad++ come faremmo con il file wp-config.php di WordPress. La seconda cosa è che la modifica avrà effetto solo sulla macchina dove il file è stato modificato. C’è, poi, un dettaglio non trascurabile se stiamo utilizzando un PC Apple: non esiste il blocco note.

Usiamo l’editor “nano”

Utilizzando il terminale del nostro Mac potremo utilizzare un programma che tutti gli “smanettoni” di Linux conoscono a menadito: l’editor “nano”. Per utilizzarlo dovremo accedere alla shell del terminale. Se non abbiamo l’icona del terminale nel Dock la troveremo nel Launchpad digitando nella barra di ricerca in alto “terminale” e facendo clic sull’applicazione. A questo punto potremo aprire il file hosts per la modifica digitando, a fianco al simbolo “$” che termina la linea con la nostra identificazione, il comando sudo seguito dal nome del programma da eseguire (nano) e, in questo caso, il nome del file da aprire con l’editor (/private/etc/hosts). Il comando sudo consente di eseguire programmi con i privilegi di sicurezza di un altro utente (per impostazione predefinita, come superutente). Digitando, a fianco del prompt “$”, sudo nano /private/etc/hosts il sistema ci chiederà la nostra password e aprirà la finestra dell’editor dove potremo fare le modifiche necessarie. Il file hosts di default contiene alcuni commenti (le righe che iniziano con il simbolo #), così come alcune mappature predefinite (es. 127.0.0.1 – localhost). Usando i tasti freccia, ci sposteremo in fondo al testo del file hosts e aggiungere le nuove mappature dei nomi host sotto quelle predefinite. Terminate le modifiche e le aggiunte necessarie, per salvare il file premeremo i tasti CTRL + o e premeremo invio alla richiesta del nome del file, quindi con la combinazione CTRL + x usciremo dall’editor. Un ultimo accorgimento: per forzare il browser a richiedere nuovi indirizzi IP per i nomi di dominio utilizzando quelli forniti con il file hosts dovremo svuotare la cache DNS dei browser utilizzando un semplice comando da terminale per far si che le modifiche abbiano effetto immediato. Digiteremo quindi nella nostra finestra del terminale il comando dscacheutil –flushcache e proveremo il dominio appena mappato. Per uscire dal terminale useremo la combinazione di tasti CMD + q. Semplice, no?