Come segnalare commenti razzisti su Internet

Come segnalare commenti razzisti su Internet

Il problema del razzismo non è ancora stato risolto anzi, con l’aumento delle connessioni e della diffusione di Internet si è andato ad incrementare. Infatti, i discorsi d’odio presenti in Rete sembrano non volersi arrestare ed impediscono ogni giorno l’unione e la creazione di una comunità sempre più grande, unita e coesa contro il razzismo. Con l’avvento dei Social Media questo problema è diventato ancor più grande e un numero vastissimo di utenti ha iniziato ad abusare del potere della tastiera per diffondere commenti e discorsi razzisti mascherandosi dietro ad uno schermo. 

Anche se attualmente non è possibile sporgere denuncia in modo centralizzato, la Commissione federale contro il razzismo (CFR) si è impegnata per riempire questa lacuna ed ha dato vita ad un’apposita piattaforma dedicata per permettere agli individui di segnalare in modo molto semplice qualsiasi tipo di contenuto razzista trovato e diffuso sulla rete. Report Online Racism è la piattaforma di segnalazione dei discorsi d’odio diffusi online dove tutti i cittadini, gli addetti ai lavori e le organizzazioni possono non solo segnalare i contenuti trovati su Internet con pochi semplici clic, ma anche chiedere una consulenza personale. Tutti i contenuti segnalati vengono poi analizzati, registrati in una banca dati ed automaticamente inoltrati alla Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI); in questo modo la Svizzera potrà disporre di un quadro generale del tipo di odio razzista diffuso online ed anche della portata di tale fenomeno.

Quali commenti e contenuti possono essere segnalati?

Secondo quanto stabilito dalla Commissione federale contro il razzismo “i discorsi d’odio razzisti online sono dichiarazioni fatte su Internet sotto forma di scritti, immagini o altri supporti che denigrano una persona o un gruppo di persone a causa della «razza», del colore della pelle, dell’etnia, dell’origine nazionale o della religione, che incitano all’odio contro queste persone o gruppi oppure che approvano, incoraggiano o giustificano dichiarazioni in tal senso. Non sono considerati discorsi d’odio razzisti online le discriminazioni indirette e strutturali nello spazio digitale (p. es. algoritmi discriminatori) o gli attacchi online diretti, come il cyberbullismo o il cyberstalking”. Il progetto prevede anche una Rete di consulenza per le vittime di razzismo che comprende 23 consultori che offrono informazione, consulenza psicosociale, legale e servizi di mediazione. 

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