Cybersicurezza, i profili di lavoro più richiesti in Italia

Cybersicurezza, i profili di lavoro più richiesti in Italia

Il comparto professionale della cybersicurezza in Italia è alla ricerca di profili lavorativi specifici: il simulatore di attacchi informatici, l’hacker etico e l’analista di scenari. La notizia è stata diffusa da una ricerca pubblicata dal ManpowerGroup. Infatti, la cybersicurezza è un settore che sta conoscendo uno sviluppo importante, visto il processo di accelerazione che vive la digitalizzazione ed il conseguente incremento di episodi di criminalità virtuale. Ma la ricerca di queste figure professionali non è poi così semplice. Infatti, i datori di lavoro si scontrano quotidianamente, proprio in Italia, con il fenomeno del “talent shortage”. Il termine identifica la difficoltà da parte delle aziende nel trovare le persone con le giuste competenze per lavorare nel settore professionale della Cyber security. Inoltre, l’ultimo “Rapporto Clusit sulla cybersicurezza” ha restituito una situazione mondiale allarmante per la sicurezza informatica del mondo. Il report ha mostrato come in sei mesi gli attacchi “devastanti” siano passati dal 49% al 74%.

Per limitare gli attacchi informatici e rafforzare il comparto della sicurezza online, in Italia sta nascendo l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, grazie all’entrata in vigore della legge del 4 agosto 2021. L’ente prevederà la presenza di 800 dipendenti di altissimo profilo, seppur inizialmente si partirà con 300 unità, reperiti dalla Pubblica Amministrazione. In seguito, la chiamata potrà avvenire in modo diretto o attraverso la partecipazione a bandi di gara. Stando ai dati diffusi da Linkedin Talent Insights” e da “Experis Italia”, le figure professionali specializzate nel settore sono circa 6.000. Un lavoro nel settore mediamente dura un anno e mezzo, ponendosi “in linea con la media dei professionisti in ambito tecnologico”. Lombardia, Lazio e Piemonte sono le regioni in cui si trova il maggior numero di professionisti nel settore della cybersecurity, con La Sapienza di Roma, l’Università degli Studi di Milano, il Politecnico di  Milano e il Politecnico di Torino a rappresentare gli atenei più frequentati per lo studio di questa disciplina.

Lo studio della ManpowerGroup, pertanto, ha messo in luce come al primo posto nella ricerca delle aziende italiane in ambito cyber c’è la figura del “Penetration Tester”, una figura richiesta soprattutto in banca. Questo profilo professionale ha il compito di “analizzare le vulnerabilità e simulare possibili attacchi con l’obiettivo di segnalare debolezze interne dei sistemi”. Il 46% degli esperti di questo settore ha cambiato lavoro durante l’ultimo anno. L’“Ethical hacker” è il secondo profilo ricercato in Italia, con il compito “di contrastare preventivamente eventuali attività criminali di <<hacker maligni>>, sviluppando soluzioni di sicurezza”. Questo specialista opera principalmente nelle società di prodotto e nel comparto della difesa. La terza figura richiesta è il “Security Consultant”, utile soprattutto nelle società di consulenza. Il suo compito è quello di “supportare le aziende nelle valutazioni di rischio, analizzare tutti i possibili scenari, studiare policy e procedure di sicurezza dei vari dipartimenti e dell’infrastruttura IT, portando l’azienda a rispettare i principali standard di sicurezza informatica internazionali”.

Infine, la ricerca ha messo in luce che il settore della cybersicurezza debba fare ancora molto per assicurare la parità di genere. I dati diffusi dalla “Linkedin Talent Insights” hanno mostrato che solo il 30% delle donne lavora nel settore della tecnologia, con il 22% che svolge la sua attività nel comparto specifico della cybersecurity.