Decisioni arbitrali: le spiegazioni arriveranno via web

Decisioni arbitrali: le spiegazioni arriveranno via web

02/11/2021 0 By vanexa95

“Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti” così diceva Arrigo Sacchi e lo testimoniano ogni mattina, soprattutto il lunedì, i giornali, le televisioni e il mondo internet degli italiani. Tra gli argomenti più discussi ci sono le decisioni arbitrali. Le più controverse vengono discusse da giornalisti, opinionisti, calciatori, allenatori o semplici tifosi e molto spesso, complice anche la mancata conoscenza del regolamento, le vedute sono divergenti e gli animi si infuocano.

Il problema non coinvolge solo l’Italia ma tutti gli appassionati in giro per il mondo e allora la tecnologia ha provato a mettersi a disposizione: nasce il Video Assistant Referee, noto come VAR.

Il VAR è ormai entrato pienamente a regime in Serie A ma le polemiche non si sono fermate. È stato risolto il problema del fuorigioco che può essere spiegato oggettivamente dalla misurazione, a volte anche millimetrica, delle posizioni ma molto resta ancora in mano alla soggettività del direttore di gara. Per questo i club di Serie A (Qui trovi i più influenti su Instagram) richiedo uniformità decisionale.

La categoria degli arbitri è sempre stata al centro delle critiche e non interviene solitamente per spiegare le motivazioni che portano alle singole decisioni. L’AIA (Associazione Italiana Arbitri) è preoccupata per l’incolumità dei suoi componenti, come dimostra l’incontro tenuto a Ragusa sulla tutela legale degli arbitri, e probabilmente per questo non si sbilancia in pubblico.

La storia però cambia le abitudini e gli arbitri potrebbero accogliere le continue richieste di spiegazione utilizzando il web per un’analisi tecnica delle scelte più discusse.

Questa potrebbe anche essere la soluzione alle preoccupazioni dell’AIA sulla sicurezza dei suoi membri che, spiegando il loro percorso decisionale, risulterebbero meno incomprensibili agli occhi dei tifosi e di chi non conosce il regolamento, creando così anche un pubblico più consapevole. Succede già qualcosa di simile in Bundesliga con l’utilizzo di Twitter.