Gli operatori telefonici chiedono alle Big di internet di sostenere i costi del 5G

Gli operatori telefonici chiedono alle Big di internet di sostenere i costi del 5G

Negli ultimi tempi si è sentito parlare spesso del 5G sia in termini positivi che negativi. Oltrepassando le teorie complottiste, il 5G apporta numerosi vantaggi tecnici come la possibilità di raggiungere una velocità nettamente superiore rispetto al 4G che, in teoria, va oltre i 10 gb al secondo, una maggiore ottimizzazione delle risorse ed una riduzione notevole del consumo energetico pari ad oltre il 90% rispetto alla tecnologia precedente. Oltre ad avere un grande impatto positivo per la vita di tutti i giorni degli utenti comuni, il 5G migliora non solo il settore della telefonia mobile ma anche quello automobilistico mondiale e tanti altri.

Per riuscire a garantire connessioni affidabili e sempre più veloci agli utenti, i principali operatori telefonici hanno dato il via alla costruzione di un’importante infrastruttura 5G, ma a spingere in questa direzione sono per lo più le grandi compagnie digitali statunitensi come Facebook (ormai Meta), Netflix o Amazon che vogliono sfruttare ancor di più questa tecnologia per migliorare la qualità dei propri servizi e, di conseguenza, la user experience dei clienti. 

Stando a quanto affermato dagli amministratori delegati di Vodafone, Deutsche Telekom e altre 11 importati società di telecomunicazione (Telefonica, Orange, Kpn, BT Group, Telekom Austria, Vivacom, Proximus, Telenor, Altice Portugal, Telia Company e Swisscom) i colossi tech dovrebbero farsi carico di alcuni dei costi necessari per lo sviluppo delle reti di telecomunicazione europee. Infatti, secondo quanto scritto in una lettera firmata dai principali CEO delle compagnie telefoniche sopra citate, il costo per le infrastrutture necessarie per gestire la rete 5G è diventato insostenibile per gli operatori. In un estratto riportato da Reuters si legge: Una vasta e sempre più ampia parte del traffico di rete è generata e monetizzata dalle grandi piattaforme tech, ma richiede continui e intensi investimenti e pianificazioni relativi alla rete da parte del settore delle telecomunicazioni. Tale modello, che permette ai cittadini dell’Ue di godere dei frutti della trasformazione digitale, può essere sostenibile solo se queste grandi piattaforme tecnologiche contribuiscono equamente ai costi di rete”. All’interno della lettera non viene fatto nessun riferimento esplicito ad alcuna impresa nello specifico, ma è facilmente intuibile che i principali indiziati sono i colossi tech quotati negli Stati Uniti. 

Inoltre, gli operatori telefonici hanno anche contestato i tentativi dell’UE di eliminare i costi per le chiamate internazionali fra i Paesi membri, sostenendo che tale iniziativa: “Rimuoverà 2 miliardi di euro dal settore nel giro di quattro anni, che equivale al 2,5% della capacità di investimento annuale del settore nella infrastruttura mobile”.