Il diritto all’oblio su Internet arriva in India

Il diritto all’oblio su Internet arriva in India

Pochi giorni fa, l’Alta Corte di Delhi in India ha decretato che il “diritto alla privacy” comprende il “diritto all’oblio” e il “diritto a essere lasciato in pace”. La notizia, diffusa dal portale locale Indian Express, nasce da un’ordinanza emessa dalla corte indiana, in risposta ad una causa intrapresa da un attore bengalese.  Lo scorso luglio, Ashutosh Kaushik, vincitore dei reality show “Bigg Boss” nel 2008 e “MTV Roadies 5.0”, ha adito presso l’Alta Corte di Delhi, con la richiesta di rimozione dal Web di foto, video, immagini e contenuti multimediali che lo riguardavano. A tal proposito, ha citato proprio il riconoscimento del suo “diritto all’oblio”.

Il caso nasce qualche tempo prima, quando l’attore fu contattato dalla “Ram Gopal Verma Studios” per effettuare le riprese di una serie sul web, di cui egli stesso sarebbe stato il protagonista assoluto. Le scene della serie includevano anche immagini di nudo integrale. Tuttavia, il progetto non vide mai la luce. Ma, nel dicembre 2020, l’attore si accorse che il suo produttore aveva caricato quei video sul suo canale YouTube. Così, Kaushik avanzò a quest’ultimo la richiesta di rimozione dei video dalla piattaforma. La richiesta fu accolta ma, nel frattempo, senza l’autorizzazione del protagonista, alcuni siti web avevano caricato quei contenuti, corredati anche da commenti osceni. I video erano presentati in modo da violare la privacy dell’attore. L’Alta Corte di Delhi ha accolto la richiesta dell’attore bengalese; pertanto, l’ordinanza, riconoscendo che la pubblicazione non autorizzata dei video è stata causa di “chiamate anonime e di insulti”, oltre che di “una perdita di reputazione, nonché un grande pregiudizio per l’attività professionale del protagonista”, ha affermato che lo stesso ha diritto “ad essere lasciato in pace, ad essere dimenticato e a salvaguardare la sua privacy”.

Definito in termini giurisprudenziali “diritto all’oblio”, in India rientra nel diritto alla salvaguardia della privacy, regolamentato a sua volta dal Disegno di Legge sulla Protezione dei Dati Personali, ma che ancora deve essere approvato dal Parlamento.

In Europa, il diritto all’oblio è disciplinato dall’articolo 17 del “Nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali” (GDPR), entrato in vigore in tutti gli Stati dal 25 Maggio 2018. Esso offre agli utenti gli strumenti per poter tutelare la propria reputazione e i propri dati. L’utente può ricorrere alla richiesta di eliminare articoli da Google se il suo nome è coinvolte in notizie di cronaca, pubblicate sui motori di ricerca e che risultano visibili da un numero elevato di utenti. Se i contenuti degli articoli che l’interessato desidera far eliminare da Google sono recenti, di pubblica utilità e associati a casi quali illeciti finanziari, negligenze professionali e cattiva condotta per la propria attività nella Pubblica Amministrazione, l’utente non potrà vedere riconosciuto il suo diritto. Pertanto, l’eliminazione degli articoli da Google potrà avvenire se i fatti rimandano a notizie passate, che restando sul Web, potrebbero danneggiare l’immagine dell’interessato e violare la sua web reputation.