In Inghilterra si può pagare il pranzo a scuola con il riconoscimento facciale

In Inghilterra si può pagare il pranzo a scuola con il riconoscimento facciale

Mentre si rincorrono i pareri discordanti sulla convenienza o meno dell’uso del riconoscimento facciale, dalla Gran Bretagna arriva una novità in proposito. Infatti, alcuni istituti scolastici hanno deciso di usare questa tecnologia per coordinare il pagamento dei pasti all’interno delle mense da parte degli studenti. Al momento sono nove le scuole che hanno aderito all’iniziativa del pagamento del pranzo a scuola con il riconoscimento facciale. Gli istituti sono situati nel North Ayrshire; qui, gli studenti scelgono il cibo da consumare, guardano una videocamera e attivano una forma di “auto – identificazione”, usando il volto come mezzo di riconoscimento. E, in questo modo, non c’è bisogno di effettuare nessun’altro passaggio.

La società che sta mettendo a disposizione degli istituti la tecnologia del riconoscimento facciale per pagare il pranzo nelle mense è la “CRB Cunninghams”. Che, in una nota, ha sottolineato: “Con il riconoscimento facciale, gli alunni selezionano semplicemente il pasto, guardano la telecamera e se ne vanno, velocizzando il servizio ed eliminando ogni contatto nel punto vendita”. Pertanto, anche dalle parole degli esperti, si evince come la tecnologia del riconoscimento facciale aiuti a velocizzare le operazioni, oltre che agevolare la pulizia e l’igiene. Infatti, i pagamenti si realizzano attraverso l’uso di carte di credito o scanner di impronte digitali. Inoltre, l’amministratore delegato di CRB Cunninghams sottolinea come il sistema permetta di ridurre a soli 5 secondi per alunno il tempo necessario per effettuare il pagamento.

Ma l’uso del riconoscimento facciale per pagare il pranzo apre un importate dibattito in relazione alla privacy. Tuttavia, l’azienda rassicura tutti, confermando che “i dati biometrici sono archiviati in forma crittografata e poi cancellati quando il bambino lascia la scuola”. Per poter attivare ed usare la procedura, la scuola deve aver ricevuto l’autorizzazione dei genitori che, però, in alternativa, possono ricorrere all’uso di un codice PIN. Secondo le notizie diffuse dal Financial Times, il 97% delle famiglie degli alunni ha dato il proprio consenso e i bambini risultano iscritti al programma. L’uso del riconoscimento facciale è stato usato per la prima volta lo scorso anno, mentre ora l’iniziativa verrà diffusa in altre 65 scuole

Ma le polemiche non mancano. Le paure di molti sono legate alla “legittimazione di una tecnologia che non incontra i favori dei gruppi, delle organizzazioni e dei singoli più sensibili ai temi della privacy e della sorveglianza di massa”. Infatti, molti non ammettono come possa considerarsi una consuetudine “normale usare una soluzione fortemente invasiva della sfera personale per svolgere un’attività tutto sommato banale, che si può anche gestire con sistemi più tradizionali”. E, nel frattempo, è giunta anche una notizia dalla Russia, secondo la quale si potrebbe procedere con il riconoscimento facciale, mediante la scansione del proprio volto, per effettuare il pagamento del biglietto per la metropolitana.