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iPhone 13 supporterà la ricarica wireless inversa

iPhone 13 supporterà la ricarica wireless inversa

13/08/2021 0 By Redazione

Siamo ormai abituati ad avere accessori collegati al nostro smartphone sempre più performanti, piccoli, e soprattutto wireless, senza quei fastidiosi fili che sono antiestetici e hanno l’abitudine malsana di aggrovigliarsi in modo da far impallidire il nodo di gordiano. I dispositivi wireless, se vogliamo, hanno solo un piccolo difetto: le batterie troppo piccole che possono, specie con un uso intenso, lasciarci a metà giornata con il nostro Apple Watch o gli AirPods “in riserva” di energia. Ed ecco che nelle borse femminili, nella valigetta dell’uomo d’affari, nello zaino dei ragazzi è comparso un nuovo accessorio, purtroppo dotato di in cavetto pronto a aggrovigliarsi come e più degli altri, il PowerBank. Un accessorio che i proprietari di moti smartphone Android hanno dimenticato da tempo visto che marchi come Samsung, Huawei, Xiaomi ed altri offrono la ricarica wireless inversa, una tecnologia che consente di ricaricare gli accessori semplicemente appoggiandoli al retro dello smartphone.

Il nuovo iPhone 13

Secondo gli ultimi rumors sul nuovo modello di iPhone, che dovrebbe essere presentato a settembre 2021, anche Apple dovrebbe inserire questa nuova funzionalità che ci consentirebbe di ricaricare, per esempio, la custodia degli AirPods, semplicemente appoggiandola alla scocca dello smartphone. Diciamo subito che è qualcosa che aspettavamo da almeno tre o quattro anni ma che è stata sempre procrastinata. Non per difendere Apple, non credo ne abbia bisogno, ma diciamo subito due cose. La ricarica wireless inversa non consente di ricaricare completamente e velocemente l’accessorio, ma solo per prolungarne un poco l’autonomia in caso di emergenza. Un poco come fare un rabbocco d’olio al motore in attesa di fare il tagliando. Poi teniamo conto che il sistema, lavorando con bassi voltaggi per ovvi motivi di sicurezza, ha bisogno di una bobina certamente più grande di quella normalmente usata per la ricarica diretta.

Come funziona la ricarica wireless

Il principio alla base della ricarica wireless è quello dei campi magnetici, lo stesso che fa funzionare i trasformatori standard con, ovviamente, una serie di accorgimenti elettronici per ridurre i consumi e migliorare le performance. In pratica il campo magnetico generato da una bobina (il caricabatterie wireless) è captato da una bobina presente nello smartphone e trasformato in tensione per la ricarica. Naturalmente la base di ricarica deve riconosce, prima di attivare il campo magnetico, la presenza di una bobina ricevente compatibile. È a questo punto che la bobina trasmittente genera un flusso magnetico che viene captato dalla bobina ricevente generando una tensione che può essere usata per la ricarica della batteria. Sembrerebbe tutto molto semplice ma, a causa delle bassissime tensioni e correnti in gioco è indispensabile che l’ingegnerizzazione sia perfetta e la costruzione sia eseguita a regola d’arte. Naturalmente la ricarica wireless funziona a piccole distanze, praticamente per contatto delle scocche, e se non ci sono ostacoli in grado di intercettare, deviare o ridurre la potenza del campo magnetico. Quindi niente custodie rugged, se non progettate specificamente per la ricarica wireless e caricabatteria o smartphone a contatto con il device da caricare.