L’Europa tiene d’occhio il Metaverso

L’Europa tiene d’occhio il Metaverso

Il Vice – Presidente Esecutivo della Commissione Europea, Margrethe Vestager, potrebbe sostenere la nascita di un corpus legislativo dedicato al “Metaverso”, il progetto di Meta, ex Facebook, in grado di realizzare una realtà virtuale in un mondo parallelo. La Vestager ha diffuso l’intento dell’organo europeo di regolamentare il Metaverso, nel corso di una manifestazione di presentazione dei media tedeschi, affermando come Bruxelles stia studiando le caratteristiche del Metaverso, con l’obiettivo di capire se si tratta di una realtà che necessita di un’azione normativa. Inoltre, anche in qualità di Commissario Antitrust, Vestager ha chiarito che l’UE deve mettere a fuoco in cosa consista il progetto sostenuto da Mark Zuckerberg, per  verificare quali siano i suoi reali effetti, prima di poter decidere se agire e secondo quali modalità, anche dal punto di vista normativo. La Commissione, del resto, ha necessità di fare presto, perché ormai già molte aziende si stanno impegnando nel Metaverso dal punto vista finanziario.

Nel corso di una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, la Vestager ha affermato: “Qualunque cosa facciamo deve essere basata sui fatti e sulle informazioni che possiamo raccogliere. Dobbiamo capire il progetto del Metaverso prima di poter decidere quali azioni siano appropriate”. Zuckerberg lanciò Meta lo scorso novembre, aggiungendo che avrebbe assunto 10.000 risorse umane in seno all’Unione Europea, nel prossimo quinquennio, con l’obiettivo di promuovere l’iniziativa. Ma questo non è stato sufficiente per a rassicurare l’Unione Europea. Del resto, Vestager è conosciuta per la sua severità e rigidità nei confronti di ogni abuso di mercato. Già lo scorso mese, infatti, aveva dichiarato come Metaverso sarebbe stato attenzionato con precisione da parte delle autorità europee, non solo per conoscerne al meglio il funzionamento, ma anche per le eventuali ricadute che lo stesso avrebbe avuto nell’ambito della concorrenza di mercato.

E, proprio in proposito, la Vestager ha affermato: “Il metaverso presenterà nuovi mercati e una serie di diverse attività. Si formerà un marketplace dove alcuni attori potrebbero avere una posizione dominante”. Per questo motivo, ha concluso il Vice – Presidente esecutivo della Commissione Europea, “è un’evoluzione che dobbiamo essere in grado di seguire”. In particolare, Bruxelles ha messo nel mirino alcune iniziative afferenti al Metaverso, tra cui la vendita e l’acquisto di beni e servizi, il settore del gaming ed il ricorso ai “Non Fungible Token”, conosciuti anche come NFT, gli “asset digitali basati sulla blockchain”

Nel frattempo, Meta ha smentito le indiscrezioni secondo le quali i social di punta, Instagram e Facebook, non sarebbero state più attive in Europa per protestare contro le norme dell’Unione Europea. Che, dal canto loro, sembra non concedano alle società di trattare i dati degli utenti europei nel territorio a stelle e strisce. Inoltre, in una dichiarazione concessa a CorCom, un portavoce della holding che fa capo alle due piattaforme social ha confermato che non esiste “alcun desiderio e alcun piano di ritiro dall’Europa. Meta, come molte altre aziende, organizzazioni e servizi, si basa sul trasferimento di dati tra l’UE e gli Stati Uniti per poter offrire servizi globali”. Per questo motivo, ha proseguito il portavoce, “come altre aziende, per fornire un servizio globale, seguiamo le regole europee e ci basiamo sulle clausole contrattuali tipo e su adeguate misure di protezione dei dati”.

La Commissione Europea non ha mancato di far arrivare la sua replica. E, in risposta all’eventuale abbandono del panorama europeo da parte di Facebook ed Instagram, da Bruxelles è stato dichiarato: “L’UE agisce in maniera assolutamente autonoma nel fissare le regole nei mercati digitali”. E, seppur possano verificarsi cambiamenti nelle regola vigenti, la Commissione Europea ha evidenziato che “la legislazione UE tiene conto dei valori europei, degli interessi dei consumatori e dei cittadini, e anche dei punti di vista degli operatori economici che agiscono nel mercato”, seppur sia stato ribadito che Bruxelles “agisce in piena autonomia”.

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