Normative telelavoro: come funziona lavorare da casa

Normative telelavoro: come funziona lavorare da casa

Molto spesso si tende a confondere il concetto di telelavoro con quello di Smart Working. Sono entrambi dei modi per facilitare il lavoro da remoto, senza recarsi personalmente sul posto di lavoro, e si basano entrambi sull’affidamento della tecnologia. Differiscono però nelle prassi e nelle normative messe in atto per regolare i rapporti tra le aziende e i dipendenti che dunque lavorano da casa.

Cos’è il telelavoro

La tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo nuovo modo di lavorare, che porta vantaggi sia alle organizzazioni che ai lavoratori e all’ambiente. Ma l’idea del telelavoro nasce già dagli anni Settanta dello scorso secolo, quando vengono messi sul mercato i primi PC. Ovviamente ad oggi sono cambiate molte cose, per esempio, e la più importante, l’avvento di Internet. All’epoca non c’era una rete a cui potersi collegare, ma si potevano comunque svolgere delle semplici mansioni rimanendo a casa e senza doversi recare per forza a lavoro.

Mentre per Smart Working si intende un lavoro che permette flessibilità e adattamento, permettendo ai dipendenti di svolgere i propri compiti in modo virtuale in qualsiasi luogo essi vogliano, per telelavoro si intende invece un lavoro in cui il dipendente ha comunque una postazione fissa, anche se dislocata dall’azienda, che di solito è a casa. Cosa fondamentale è ovviamente l’utilizzo di strumenti informatici che consentono di comunicare a distanza con i colleghi e la sede centrale.

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Tipologie di telelavoro

Esistono diverse tipologie di telelavoro. Esiste il telelavoro online, in cui c’è una connessione telematica tra lavoratori e datori di lavoro. Per cui si può interagire in tempo reale con l’azienda, facilitando anche il controllo da parte del datore. Poi c’è il telelavoro one way, in cui c’è un collegamento a senso unico, quindi si ha una trasmissione di informazioni solo da parte del lavoratore verso l’azienda, senza un diretto controllo da parte del datore di lavoro. E infine il telelavoro offline, in cui non c’è nessun collegamento telematico da nessuna delle due parti. Il lavoratore svolge i propri compiti che consegnerà fisicamente all’azienda, e il controllo avverrà solo in quel momento.

I vantaggi del telelavoro

Come già detto, il telelavoro ha molti vantaggi. Prima di tutto è conveniente per l’azienda, poiché ha spese di elettricità ridotte, dato che le apparecchiature informatiche non vengono utilizzate, così come anche la luce e i climatizzatori. Un grande vantaggio è soprattutto per i dipendenti, che hanno la possibilità di lavorare da casa, con tutte le comodità che ciò comporta. Ad esempio, si può impiegare il tempo che si impiegherebbe per andare e tornare da lavoro per fare altre cose utili e passare più tempo con la famiglia, diminuendo così anche i costi della benzina, se si va in auto, o dei trasporti pubblici. È un’ottima soluzione per diminuire anche lo stress del lavoratore e aumentarne invece la produttività.

Un utilizzo di massa del telelavoro potrebbe andare anche a beneficio dell’ambiente, poiché verranno diminuite di molto le emissioni di anidride carbonica e polveri sottili, emesse dalle auto e dai mezzi di trasporto che vengono utilizzati dai dipendenti per recarsi a lavoro.

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Come funziona il telelavoro

Il telelavoro è una soluzione sempre più diffusa nel mondo del lavoro aziendale, ma come funziona? Per poter lavorare in questa modalità è necessario un accordo tra il dipendente e il datore di lavoro. È una decisione volontaria che viene presa o da uno o dall’altro. La decisione può essere presa sia all’inizio del rapporto di lavoro, quindi al momento dell’assunzione, oppure in un qualsiasi secondo momento. Il momento in cui ciò viene deciso è fondamentale per il tipo di contratto che verrà sottoposto al dipendente. Infatti, se questa decisione viene presa al momento dell’assunzione, la durata del telelavoro coprirà tutta la durata del rapporto lavorativo con l’azienda in questione. Se invece la decisione viene presa in un secondo momento, il contratto è reversibile, cioè che il dipendente potrà poi tornare a svolgere i suoi compiti nella sede fisica, abbandonando così la modalità del lavoro da casa.

Normativa

Esiste comunque una normativa che definisce i rapporti tra dipendenti e datori di lavoro e che tutela i diritti dei lavoratori.

Secondo la normativa attualmente in vigore, ossia la Normativa 2019-2020, i dipendenti possono richiedere la modalità telelavoro sia che abbiano un contratto a tempo determinato che indeterminato, sia che abbiamo un contratto full-time che part-time. La cosa essenziale è ovviamente che abbiano dei compiti che possono essere svolti telematicamente, altrimenti è tutto inutile.

Per quanto riguarda lo stipendio, sempre secondo la normativa vigente, un telelavoratore ha diritto a percepire lo stesso stipendio di un dipendente che lavora invece in sede.

In generale valgono le stesse regole contrattuali dei lavoratori in sede, quindi un dipendente che svolge il telelavoro avrà diritto anche alle stesse ferie, agli stessi permessi e alle festività che avrebbe se lavorasse fisicamente in azienda, nonché le stesse tutele dal punto di vista della salute e delle sicurezza professionale, come indennità di malattia, e la stessa durata e retribuzione in caso di maternità e paternità.