Pcup: il bicchiere in silicone con un chip incorporato che non inquina

Pcup: il bicchiere in silicone con un chip incorporato che non inquina

20/11/2019 0 Di Redazione

La plastica sta lentamente sommergendo il nostro pianeta. L’inquinamento dovuto alla plastica che viene gettata nell’ambiente interessa l’aria, il suolo, i fiumi, i laghi e l’oceano. Per cercare di limitare i danni sono stati presi dei provvedimenti e sono stati lanciati nel mercato degli oggetti innovativi tra cui troviamo Pcup, il bicchiere smart.

Questo è un bicchiere in silicone con un chip incorporato che è stato ideato dai due giovani imprenditori liguri Lorenzo Pisoni e Stefano Fraioli. I due hanno fondato la loro start up nel 2018 e grazie all’aiuto Aquarium Ventures hanno ottenuto un bello slancio per iniziare a produrre Pcup. In un anno sono stati venduti più di 10000 bicchieri ed il numero non fa che aumentare. L’iniziativa è stata adottata da numerosi partner quali ad esempio National Geographic, per la sua campagna Planet or Plastic, Marco Mengoni, che l’ha voluto per una rassegna stampa per il lancio del suo nuovo disco e la Federazione Italiana di Rugby, che con i bicchieri Pcup ha dissetato i propri tifosi.

Come è fatto Pcup?

Il nome è la sintesi di public cup ed è dotato di un chip montato sul fondo. Il silicone lo rende adatto ai locali, a discoteche o ad eventi. Il chip permette di collegarsi direttamente con il telefono, così da pagare online saltando la fila alla cassa. In pratica ci si registra sull’app, si ricarica il proprio “portafoglio elettronico” con un qualsiasi metodo di pagamento, e si scorre il menù delle bevande selezionando quella scelta. In questo modo vengono anche raccolte informazioni sulle abitudini di consumo e ogni consumazione viene conteggiata per verificare quanti bicchieri di plastica usa e getta vengono risparmiati a favore dell’ambiente.

Il modello di business più utilizzato per chi usa Pcup è il vuoto a rendere; all’ingresso del locale viene versata una sorta di “cauzione” in cambio del bicchiere, all’uscita questa viene poi restituita se il bicchiere viene riconsegnato oppure viene trattenuta se si decide di portarlo a casa come se fosse un gadget. Nel primo caso il bicchiere viene lavato e riutilizzato, nel secondo caso invece c’è un guadagno ulteriore per i locali ed un risparmio notevole di plastica buttata.

Lorenzo Pisoni, uno dei due ideatori del progetto spiega: “Siamo i primi a proporre un sistema funzionale e conveniente per accettare, in anticipo, la sfida lanciata dall’Unione Europea che ha bandito dal 2021 il divieto di consumo dei prodotti di plastica monouso che rappresentano il 70% dei rifiuti marini”.