Perché i food blogger hanno salvato i ristoranti durante la pandemia

Perché i food blogger hanno salvato i ristoranti durante la pandemia

Durante la pandemia ed i lockdown dovuti alla diffusione del virus Covid-19 molte attività sono state sull’orlo del fallimento. A differenza di alcuni commercianti che hanno potuto contare sugli e-commerce e continuare a vendere i propri prodotti online, un settore più di tutti si è trovato costretto a chiudere senza, apparentemente, alcuna possibilità di continuare a svolgere la propria attività: la ristorazione. La maggior parte degli individui, in vista delle chiusure, si è letteralmente catapultata all’interno dei supermercati per fare rifornimento e cimentarsi, all’interno delle proprie mura domestiche, in nuove ricette per apprendere l’arte culinaria.

Per non fallire, i ristoratori hanno dovuto cercare metodi innovativi per non far sprofondare la propria attività e riuscire a sopravvivere in un periodo di grande crisi ed alcuni ci sono riusciti proprio grazie al supporto della comunità online. Forte è il caso di Baltimora negli Stati Uniti, dove numerosi food blogger sono intervenuti e si sono uniti per supportare i ristoranti locali e diffondere informazioni e contenuti creativi per permettere ai loro posti preferiti, e non solo, di restare aperti. 

Più nello specifico, sul profilo Twitter @charmcitytable Simone Phillips si è occupato di creare molte discussioni virali sulla piattaforma per indicare i suoi ristoranti preferiti di Baltimora e condividerli con gli utenti online. Ogni thread trattava di un cibo in particolare e di come poterlo ordinare seguendo le modalità di ritiro disponibili a seconda del locale indicato. Phillips non solo ha aiutato bar, pub e ristoranti che già precedentemente conosceva, ma è anche stato contattato da nuovi locali a cui, gentilmente, ha prestato il suo aiuto tramite la pubblicazione di nuovi post per evidenziare le singole offerte che proponevano. Tutto questo non solo ha aiutato i ristoranti ad ottenere maggiore visibilità, ma anche a conoscere direttamente coloro che erano interessati alla loro offerta e riuscire a creare un rapporto personale con essi comunicando sulla piattaforma. A tal proposito, il proprietario di un piccolo locale a Fells Point a Baltimora, Jonathan Joseph, ha spiegato: Sento che quella era la strada migliore per noi perché era diretta alla regia invece di rivolgersi a una terza parte e parlare a un mercato di riferimento senza volti. Penso che questo ci abbia permesso di vedere chi stava commentando sulla pagina di Simone, andare lì, ed essere effettivamente interattivi con loro e formare un rapporto personale. Abbiamo anche regalato buoni regalo, quindi se le persone avessero ordinato una certa quantità di cibo, avremmo raggiunto quella quantità”.

Comunque, a seguito della pandemia sono cresciuti considerevolmente gli utenti che si rivolgono al Web per i propri acquisti personali ma, di conseguenza, sono aumentate anche le truffe online; leggi questo articolo per scoprire come evitarle durante il Black Friday.