Perché l’Italia è ultima per l’uso dei social network?

Perché l’Italia è ultima per l’uso dei social network?

L’Italia occupa l’ultima piazza in Europa per l’uso dei social network. Sfogliando le pagine di  Google, è possibile consultare i dati emersi da una ricerca di Eurostat. All’interno del suo “Regional Yearbook 2021 Edition”, si conferma che anche la Turchia, un paese non proprio aperto nei confronti delle piattaforme, fa registrare una situazione migliore. L’Italia ha raccolto solo il 48% di utenti attivi. Ma le differenze rispetto agli altri paesi europei non è dettata dalla passività della popolazione italiana o da una caratteristica “no – social” prevalente. Né tanto meno da una sorta di ignoranza culturale dominante. La risposta all’ampio gap che distanzia il Bel Paese dal resto dell’Europa è da legare a due importanti ragioni.

Da un lato, si tratta di una motivazione di carattere tecnico. Infatti, non tutte le zone d’Italia godono delle adeguate infrastrutture utili per garantire un’efficace connessione alla rete. Questo è prevalentemente rilevabile al Sud e nelle Isole, tanto che Eurostat ha definito questi contesti come “regioni prevalentemente rurali o ultraperiferiche”. L’altra ragione, invece, si lega ai pochi progressi che la popolazione sembra aver maturato nella sua capacità di comprensione del testo, nelle abilità di interpretazione, di saper leggere fra le righe, giungendo ad un’elaborazione finale di natura critica. Infatti, e appare un paradosso, sono aumentate le possibilità di informarsi, di ricevere notizie, di poter aprire dibattiti e partecipare a confronti, ma non si sono fatti passi in avanti adeguati per migliorare le capacità critiche e di lettura profonda di eventi e situazioni che, spesso, animano la quotidianità.

Tornando, invece, ai numeri e alle statistiche diffuse da Eurostat nel suo report “Regional Yearbook 2021 Edition”, si evince come il primo posto nella speciale classifica per la partecipazione ai social spetti all’Islanda, che sfiora la totalità della popolazione, con il suo 94%; alle spalle si piazzano Norvegia (88%) e Danimarca (85%). Inoltre, i dati di Eurostat attestano che, oltre la metà della popolazione adulta nella zona UE (il 57%), è attivo sui social network. L’87% degli user che fruisce maggiormente dei social network  ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni, quasi quattro volte in più rispetto agli utenti “maturi”, quelli di età che oscilla tra i 65 e i 74 anni e che si attestano al 22%.

Infine, negli ultimi cinque anni, in particolare nel periodo compreso tra il 2015 ed il 2020, il numero di giovano che fruisce dei social network non ha subito molti cambiamenti. Cambiamenti che, invece, hanno riguardato la fascia più matura della popolazione che, nello stesso periodo, ha addirittura raddoppiato l’accesso e la partecipazione al mondo digitale delle piattaforme social.