Secondo Google un web più rispettoso della privacy può supportare la crescita economica

Secondo Google un web più rispettoso della privacy può supportare la crescita economica

04/10/2021 0 By miriampaterna

Forse non sempre ci rendiamo conto di quanto abbiamo a disposizione avendo un web così aperto e libero, alla portata di tutti e per la sua gran parte gratuito: ma sarebbe altrettanto disponibile, gratuito e alla portata di tutti se non fosse per la presenza delle pubblicità online? La risposta è no. È proprio l’investimento nelle pubblicità che rende possibile l’entrata economica a chi fornisce i contenuti online e che quindi non ci richiede alcun nell’utilizzo del web, ma anche questo processo, come tutti quelli coinvolti dall’Internet, è sulla via del cambiamento. Questo perché, parallelamente alla crescita delle pubblicità online, vi è da parte degli utenti e delle autorità competenti una sempre maggiore volontà di proteggere la privacy degli utenti su internet. Ricerca di maggiore privacy che spesso, tra le altre cose, va ad intaccare anche il lavoro di chi attraverso la pubblicità crea raccoglie dati sugli utenti, crea e pubblica contenuti personalizzati. Strumenti come gli ad-blocker, ad esempio, vanno in questa direzione: ovvero si sbilanciano con gran peso verso il piatto della bilancia della privacy individuale degli utenti, andando a bloccare la raccolta dei loro dati attraverso la pubblicità, ma lasciano troppo svantaggiato l’altro piatto della bilancia, in quanto le attività pubblicitarie non riuscirebbero in questo modo a far prosperare il web aperto e gratuito come siamo abituati a conoscerlo.

Esiste quindi un giusto equilibrio tra privacy e pubblicità online? Possono esse coesistere e continuare a far prosperare il web? La risposta è sì. Ma come? Secondo Google, un web più rispettoso della privacy può supportare la crescita economica, spingendo le attività pubblicitarie a sviluppare delle tecnologie capaci di tutelare al meglio la privacy delle persone, adattarsi alle nuove esigenze, affinché il web possa prosperare ancora a lungo. 

Cookie e pubblicità online: cosa sta cambiando 

Finora, le pubblicità online si erano sempre basate sulla tecnologia dei cookie, ovvero un breve testo inviato dal sito web al browser che viene accettato dall’utente e che memorizza informazioni su di esso e sulla sua esperienza online, come la sua lingua preferita, le sue preferenze in ambito pubblicitario, ecc. Tale strumento permette di mostrare ai successivi accessi dello stesso utente allo stesso sito degli annunci pubblicitari più pertinenti alla sua persona e alla sua esperienza. Tuttavia, nel web moderno la tecnologia dei cookie sta per essere superata, anche a causa delle nuove leggi europee sulla privacy che hanno portato le piattaforme web, i browser e le società di ad-blocking a porre limiti all’utilizzo dei cookie. Se da una parte viene garantita in questo modo una maggiore privacy, l’impatto negativo lo ricevono invece quei siti che fanno affidamento sulle pubblicità per sostenere economicamente i propri contenuti. Per parlare di dati, basti pensare che già quando i cookie di terze parti non vengono accettati, i publisher ricevono in media il 52% in meno dei profitti previsti dalle pubblicità. Come far coesistere quindi privacy e pubblicità online?

Privacy Sandbox: la proposta di Google per la crescita del web e della privacy

Per far tutelare e supportare quindi entrambi, privacy e pubblicità online, gli ingegneri di Chrome hanno messo in campo una nuova proposta per il futuro dei dati, ovvero una nuova visione del web che abbia come requisito fondamentale la privacy. In questa direzione, con la collaborazione di esperti del web, di computer science, aziende, associazioni di categoria, publisher e molti altri, Google sta lavorando al nuovo progetto di Privacy Sandbox, ovvero un’insieme di innovazioni volte a creare un’esperienza online di alta qualità, supportata dalla pubblicità, ma senza cookie di terze parti. Tra le varie proposte, si sta lavorando soprattutto a delle soluzioni che riescano a prendere il meglio dalla tecnologia pubblicitaria attuale (ovvero la possibilità di individuare l’audience corretta per un annuncio, effettuare analisi di efficacia delle campagne pubblicitarie, evitare frodi, ecc), ma che allo stesso tempo garantisca una maggiore privacy. Tra queste proposte, ad esempio, vi è la Federated Learning of Cohorts (FLoC), che tra le varie missioni mira a costruire profili individuali degli utenti senza però condividere dati personali all’esterno.

In tale senso, qual è quindi il futuro dei dati? Come abbiamo visto, è importante che vengano sviluppate e messe in campo valide soluzioni alternative ai cookie di terze parti, prima di eliminarli del tutto, in modo da garantire non solo una buona sopravvivenza ma anche una proficua crescita economica al web che, come abbiamo visto, può continuare solo grazie al giusto equilibrio tra privacy e pubblicità online. La crescita economica delle aziende non è infatti nemica della protezione dei dati personali, ma possono coesistere facendo l’una attenzione all’altra.