TikTok, YouTube e Snapchat cercano di convincere il Governo americano che non arrecano danni ai bambini

TikTok, YouTube e Snapchat cercano di convincere il Governo americano che non arrecano danni ai bambini

TikTok, YouTube e Snapchat, tre piattaforme molto note e diffuse tra i più giovani, stanno cerando di persuadere il Governo americano che sono sicure e, di conseguenza, non arrecano danno ai bambini. I tre social hanno voluto evidenziare la loro attenzione nei confronti della sicurezza, per evitare che, invece, le polemiche che hanno riguardato Facebook negli ultimi tempi potessero influenzare ed avere un impatto negativo anche sugli altri social. Così, l‘applicazione di condivisione di video TikTok e il network fotografico Snapchat, nel corso della prima testimonianza rilasciata di fronte ai senatori statunitensi, hanno affermato che sono stati progettati e realizzati per salvaguardare la salute mentale e la sicurezza degli utenti nel mondo della rete. 

Ma, nonostante i tentativi, si è scoperto come anche altri leader nel settore dei social media abbiano i loro problemi di sicurezza. Jennifer Stout, VP della Politica Pubblica Globale di Snap, ha affermato: “Snapchat è stato creato come antidoto ai social media”, dopo aver notato che le immagini sulla piattaforma “vengono eliminate per impostazione predefinita”. E, chiamata a testimoniare nel corso dell’udienza, ha evidenziato l’impegno che Snap sta mettendo in campo con l’intento di frenare lo spaccio di stupefacenti fatto registrare sulla piattaforma, avendo conseguenze spesso irreversibili. 

Ma anche TikTok ha tentato una difesa. Evidenziando che a settembre aveva fatto registrare un  miliardo di utenti attivi, in poco tempo, è diventato un fenomeno “virale” tra i giovani. Pertanto, TikTok si è dichiarato come piattaforma che si distingue dalle altre. E ha sostenuto che si tratta di un diverso tipo di piattaforma. Michael Beckerman, Responsabile delle Politiche Pubbliche di TikTok nelle Americhe ha affermato: TikTok non è un social network basato sui follower… Guardi TikToks, crei su TikTok“. Eppure anche quest’app è finita sotto accusa, poiché pare che il suo algoritmo potrebbe agevolare la visone di contenuti dannosi per i bambini.  Inoltre, lo stesso sito è stato oggetto delle battaglia da parte di Donald Trump che, in tutti i modi, nel corso del 2020, ne ha tentato la chiusura, perché temeva per la sicurezza degli Stati Uniti, visti i collegamenti tra TikTok e la Cina. 

YouTube, che ha fatto registrare 2,3 miliardi di utenti attivi mensili nel 2020, resta il canale più fruito e usato. E, al pari di TikTok, ha anche un canale dedicato ai bambini più piccoli. Leslie Miller, vicepresidente delle politiche pubbliche di YouTube, ha parlato in sua difesa, affermando: Le nostre politiche specifiche per la sicurezza dei bambini… vietano i contenuti che sfruttano o mettono in pericolo i minori su YouTube“. E ha precisato che, tra aprile e giugno, i moderatori hanno eliminato all’incirca 1,8 milioni di video che trasgredivano le norme. Dal canto suo, YouTube ha portato avanti un’importante campagna contro le fake news legate prima alla pandemia da Covid-19, poi ai vaccini

Ma la senatrice Marsha Blackburn, a capo dell’udienza in qualità di presidente, non ha fatto molta differenza tra le diverse piattaforme, né quasi tenuto contro delle argomentazioni a favore della sicurezza che i diversi leader hanno esposto. Proprio la Blackburn ha detto: “Per troppo tempo abbiamo permesso alle piattaforme di promuovere ed esaltare contenuti pericolosi per utenti che potevano essere bambini e adolescenti”. E, preoccupata, ha concluso: “Per quanto tempo lo lasceremo continuare?”. Infine, anche Facebook, nella figura del suo Amministratore Delegato e fondatore Mark Zuckerberg, molto spesso, ha dovuto comparire di fronte ai politici americani, affrontando criticità e problemi legati ad inchieste interne, venute fuori e pubblicate dal Wall Street Journal.