Gli americani stanno studiando un modo di farci vedere messaggi pubblicitari mentre sogniamo

Gli americani stanno studiando un modo di farci vedere messaggi pubblicitari mentre sogniamo

Specialisti, studiosi ed esperti del sonno hanno lanciato l’allarme: in America si sta studiano un modo perché, durante il riposo, si possano vedere messaggi pubblicitari. Si tratta di una nuova strategia di marketing di cui hanno dato notizia tre ricercatori: uno lavora ad Harvard, il secondo al MIT e il terzo all’Università di Montreal. Il team di esperti ha diffuso un saggio sull’“hacking dei sogni”, pubblicando i risultati sul magazine Aeon. Risultati che, da un recente sondaggio, confermano come il 77% dei marketer preveda di usare la pubblicità all’interno dei sogni per il prossimo triennio.  A tal proposito, il team di studiosi ha aggiunto: “Molti studi di marketing stanno testando apertamente nuovi modi per alterare e guidare il comportamento di acquisto attraverso il sonno e l'<<hacking>> dei sogni”. Ma da una sperimentazione, hanno fatto capire gli esperti, si sta passando alla realtà. Infatti, i tre specialisti hanno aggiunto: “L’uso commerciale e a scopo di lucro dell’incubazione dei sogni – la presentazione di stimoli prima o durante il sonno per influenzare il contenuto dei sogni – sta rapidamente diventando una realtà”.

Due dei tre membri del team, in particolare, si sono concentrati sullo studio del funzionamento di uno strumento progettato dal MIT, utile “per comunicare con soggetti addormentati e persino hackerare i loro sogni, conferendo loro credibilità sull’argomento”. Gli esperti, poi, hanno focalizzato la loro attenzione su una campagna pubblicitaria, promossa da Molson Coors e diffusa prima del Super Bowl 2021. Essa prometteva di distribuire birra gratis a tutti coloro che avrebbero partecipato ad uno studio sull'”incubazione dei sogni”, dove erano inclusi un video con lattine di birra, il pesce parlante e la pop star Zayn Malik.  

Alla luce di questa campagna pubblicitaria, i tre studiosi hanno scritto e diffuso una lettera aperta proprio all’inizio dell’anno. La missiva criticava aspramente gli inserzionisti che stavano mettendo in campo strategie di hackeraggio dei sogni. La lettera è stata sottoscritta da altri quaranta scienziati. Inoltre, il team di esperti ha rivolto anche un invito alla “Federal Trade Commission”, che disciplina le promozioni negli Stati Uniti, ad aggiornare “le regole contro i messaggi subliminali nella pubblicità per vietare l’hacking dei sogni”. Gli esperti credono sia importante agire prima che sia troppo tardi e si esageri, applicando la tecnica dell’incubazione dei sogni per perseguire scopi di lucro. Infatti, hanno evidenziato ancora i ricercatori, non si tarderà molto e le aziende arriveranno a produrre orologi, dispositivi indossabili, app e altre tecnologie che monitorano il sonno, ricavandone dati per monetizzare e guadagnare.

Infatti, hanno sottolineato gli esperti sul magazine Aeon, “la pubblicità dei sogni di Coors non era semplicemente una campagna di marketing ingannevole; era un segnale che quella che una volta era roba da fantascienza sarebbe diventata rapidamente la nostra realtà”. E, in conclusione, si sono detti preoccupati, perché “ora ci troviamo su un pendio molto scivoloso. Dove scivoliamo e con quale velocità dipende dalle azioni che scegliamo di intraprendere per proteggere i nostri sogni”.