Si sono accorti che i computer quantistici potrebbero mandare in tilt le blockchain di mezzo mondo

Si sono accorti che i computer quantistici potrebbero mandare in tilt le blockchain di mezzo mondo

Sono molti gli istituti impegnati nella corsa alla realizzazione dei computer quantistici, anche per essere i primi a metterli in commercio, ma ancora sono in fase di sperimentazione. Diversi colossi ci stanno lavorando come Google e Amazon ma, per il momento, in testa alla classifica troviamo la Cina con il suo processore Zuchongzhi.

Al giorno d’oggi, stanno acquisendo sempre più importanza le criptovalute, tant’è vero che molti Stati stanno lavorando per arrivare ad una giusta ed equa regolamentazione ed incrementare le transazioni con le monete virtuali. Le criptovalute hanno il potere di cambiare radicalmente il mondo della finanza, il problema, però, è che i computer quantistici potrebbero rendere vulnerabile la tecnologia di contabilità blockchain. Con processori sempre più sofisticati, in grado di svolgere compiti difficili molto velocemente, la blockchain che alimenta e protegge le transazioni in criptovalute potrebbe essere esposta a non poche vulnerabilità; ma vediamo meglio perché.

Le criptovalute e le relative transazioni sono protette da una tecnologia chiamata crittografia a chiave pubblica che ha un duplice scopo: da un lato proteggere e rendere sicuri gli acquisti online, dall’altro codificare le comunicazioni sulla rete per chiunque non sia il destinatario. Tale sistema funziona combinando una chiave pubblica, visibile a chiunque, con una chiave privata, visibile solo al diretto interessato, senza la quale è impossibile decifrare qualsiasi tipo di messaggio. 

Con l’avanzare del progresso tecnologico e con il miglioramento dei computer quantistici, questi potrebbero essere in grado di decifrare in pochissimo tempo il sistema di crittografia a chiave pubblica aiutando i malintenzionati ad impossessarsi di criptovalute, NFT o qualsiasi altra risorsa digitale di proprietà altrui. A tal proposito, Dawn Song, esperta di sicurezza informatica e professoressa all’Università della California Berkeley, ha dichiarato: “Una volta che l’informatica quantistica diventerà abbastanza potente, sostanzialmente tutte le garanzie di sicurezza scompariranno” ha poi aggiunto “Quando la crittografia a chiave pubblica verrà violata, gli utenti potrebbero perdere i loro fondi e l’intero sistema si romperà”. 

Tutto ciò si verificherà una volta che i computer quantistici saranno pronti ad operare e avranno superato efficacemente tutte le fasi di test; infatti, per riuscire a decifrare la crittografia devono sfruttare miglia di qubit, che sono molti di più delle dozzine che sono attualmente racchiuse nelle macchine contemporanee. Per contrastare questo problema, l’industria informatica sta lavorando per sviluppare la tecnologia di crittografia post-quantistica e trovare una soluzione ad eventuali problemi futuri.