Quali social sono al secondo posto per divulgazione dopo Facebook?

Quali social sono al secondo posto per divulgazione dopo Facebook?

Stando ai dati diffusi dallo studio “Digital 2020″, realizzato da We Are Social con Hootsuite, 3,8 miliardi di persone, sui 7 miliardi che popolano la Terra, fruiscono dei social network e sono molto attivi su di essi. Nonostante il numero degli utenti sia cresciuto del +9.2% rispetto all’anno precedente, lo studio mette in luce che, anno dopo anno, si registra ancora un notevole digital divide, influenzato dalle differenti condizioni economiche, dalla diversa qualità delle infrastrutture, dalle differenze di età e sesso. Ancora, l’indagine Digital 2020 ha evidenziato che, solo in Italia, gli utenti attivi sui social network sono circa 35 milioni, rappresentando il 58% della popolazione totale. Rispetto al 2019, c’è stato un aumento del 6.4% e, in media, 2 ore rappresentano il tempo speso su queste piattaforme.

Facebook è tra i social network più famosi, seppur negli ultimi anni abbia perso terreno, soprattutto tra i giovanissimi e, in modo particolare, a favore di Instagram e TikTok. Si tratta di un social dedicato maggiormente ad un pubblico generalista, popolato da utenti che hanno il desiderio di tenersi in contatto con gli amici, scoprirne di nuovi o ritrovare quelli che, con il tempo, si sono persi di vista. Facebook fu fondato ad Harvard nel 2004, grazie all’impegno di Mark Zuckerberg e, nonostante i cali delle iscrizioni in questi ultimi anni, si conferma ancora tra le piattaforme più utilizzate al mondo. L’iscrizione, possibile dai 13 anni, segue una procedura molto semplice, per cui sarà necessario inserire soltanto un indirizzo email o un numero di telefono. Facebook consente sia di condividere contenuti privati, sia di declinare la piattaforma per scopi professionali ed aziendali, con l’obiettivo di portare avanti campagne di marketing e branding.

Instagram è il primo competitor di Facebook, in grado di fare breccia soprattutto tra i giovanissimi della Generazione Zeta. Si tratta di un social network, che si basa principalmente sulla condivisione di foto e video. Fondato nel 2010 da un’idea di Kevin Systrom e Mike Krieger, in seguito verrà ceduto a Mark Zuckeberg, diventando un’applicazione della famiglia Facebook/Meta. Anche nel caso di Instagram, la registrazione è sottoposta all’inserimento di un indirizzo mail o di un profilo Facebook. Quando posta una foto o un video su questa piattaforma social, l’utente ha la possibilità di applicarvi dei filtri e di aggiungere una parte scritta, potendo contare su un massimo di 2.200 caratteri e non oltre 30 hashtag, che agevolano la ricerca da parte degli iscritti. Il vero fiore all’occhiello di Instagram è la funzionalità Instagram Storie. Introdotta nel 2016, questa opzione consiste nel caricamento di contenuti che durano 24 ore e che, poi, possono confluire nelle Storie in Evidenza. Come Facebook, anche Instagram può essere usato per fini privati e professionali, fungendo da piattaforma per fare advertising, sponsorizzare i contenuti ed aumentare le visualizzazioni per i prodotti pubblicizzati.

LinkedIn è un “business social network”, denominato anche “social network professionale”, perché utile, in modo specifico, per obiettivi di business, sviluppo di idee imprenditoriali, ricerca ed offerta di proposte di lavoro. L’iscrizione a questa piattaforma social richiede il compimento dei 16 anni di età, attraverso l’apertura di un account omonimo che, però, dovrà essere accompagnato dal nome reale del suo possessore. LindedIn mette a disposizione LinkedIn Ads, così da consentire agli utenti di raggiungere nuovi prospect e potenziali. La registrazione è completamente gratuita, seppur esistano versioni a pagamento, quali Premium Sales Navigator, Premium Recruiter Lite, Premium Business e Premium Career.

Twitter è un social network di microblogging, fondato nel 2006 da Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone. Seppur dia di facile utilizzo, Twitter non si allinea alle altre piattaforme. Infatti, i suoi utenti possono pubblicare tweet di un massimo di 280 caratteri, con la possibilità di allegare immagini, video e link o condividere tweet già presenti, grazie all’opzione del retweet. I contatti si distinguono tra follower e following, evidenziando che su questa piattaforma non c’è la necessità di avere un'”amicizia” ricambiata, né una relazione biunivoca. Tuttavia, anche Twitter offre una piattaforma di advertising, “che consente alle aziende di scegliere obiettivi di campagna che ottimizzino gli obiettivi di marketing, quali l’incremento di notorietà o considerazione oppure il generare azioni e conversioni”.

Un’altra piattaforma social che ha insidiato non poco Facebook è, di certo, Snapchat. Esso rappresenta una sorta di via di mezzo tra un’applicazione di messaggistica e un social network. Inizialmente, Snapchat era stato progettato per la condivisione di file audio o video di massimo 10 secondi. Dopo la loro visualizzazione, i video vengono eliminati. Seppur l’iscrizione richieda il compimento del tredicesimo anno di età, è stata rilevata l’esistenza di molti profili falsi, vista la grande diffusione di questa piattaforma tra i giovanissimi. Per superare questa criticità, Snapchat ha consentito la registrazione di profili “SnapKidz”, dedicati agli utenti in età compresa tra gli 8 e i 13 anni. Quest’applicazione consente di fare foto e video ed editarli, ma senza la possibilità di condividerli sul web. Al di là degli scopi ludici, anche Snapchat offre anche “Snapchat Ads”, usato dalle società e dalle aziende per raggiungere gli snapchatter sulla base di interessi, comportamenti e posizione.

Infine, TikTok è il social del momento, affiancando Instagram e sopravanzando Facebook. Nato con l’obiettivo di condividere i video musicali amatoriali, con il tempo è diventata un’applicazione che, mediante la condivisione di clip video molto brevi, esorta nel conferire importanza ad ogni secondo che scorre. Accedendo alla pagina principale, è possibile fruire dei contenuti mentre, premendo sul simbolo “+”, è possibile iniziare a caricare anche i propri video, che abbiano una durata minima di 15 secondi, ma senza superare il minuto. Le clip video possono essere modificate con l’aggiunta di filtri ed effetti speciali. Tuttavia, questa piattaforma è stata al centro di molteplici polemiche, legate soprattutto alla questione della privacy e alla reputazione personale.